Ospedale e partecipazione: chi semina indifferenza raccoglie indifferenza

2010 Dicembre 5
by IPC Montescudaio

Vi trasmettiamo l’intervento della Lista Civica sulla questione dell’Ospedale di Cecina e della partecipazione popolare nelle scelte pubbliche, in risposta ad una lettera del Sindaco Pellegrini apparsa sul Tirreno il 4 dicembre 2010:

Come lista civica di opposizione al Comune di Montescudaio non possiamo che condividere le preoccupazioni espresse dal Sindaco Pellegrini a proposito del futuro dell’Ospedale di Cecina. Possiamo garantire che, qualora il Sindaco si attivi veramente in un’azione incisiva per evitare il taglio dei servizi sanitari, non gli faremo mancare il supporto attivo della minoranza consiliare. E’ ovvio che tale azione dovrà essere di natura politica, visto che come fa giustamente notare il Sindaco, nulla si può dal punto di vista amministrativo.
Ma le considerazioni finali di Pellegrini, in cui ci si lamenta della mancanza di iniziativa della società civile, non possono che suscitare alcune perplessità.
Che fine ha fatto il Partito Democratico a Montescudaio e Fiorino? Perché non è intervenuto su una questione così rilevante, tanto che in Consiglio Comunale, se non fosse stato per un’interrogazione della Lista Civica “Insieme per cambiare”, della questione dell’Ospedale non se ne sarebbe nemmeno parlato. Tanto più che per la questione della sanità, una delle poche cose ancora di competenza regionale, non si può scaricare nessun barile. I responsabili sono i dirigenti di questo partito che siedono a Firenze, a cui far giungere le voci e le preoccupazioni. Perché capogruppo del partito e segretario della sezione tacciono, su questa come su tutte le altre questioni discusse in Consiglio Comunale?
Il Sindaco si lamenta della mancata partecipazione della gente, ma cosa ha risposto alle nostre richieste di coinvolgere e informare i cittadini su tutte le materia di rilevanza comunale come rifiuti, acqua, edilizia e bonifica ? Ha sempre ribadito che lui non avrebbe fatto alcuna assemblea, perché alle assemblee intervengono solo alcuni elementi “disturbatori” e che i cittadini è bene che parlino solo alle elezioni. Ora con che faccia Pellegrini si potrà lamentare dei comportamenti della Regione? in fondo anche loro sono stati eletti e c’è solo da augurarsi che assumano un atteggiamento più ragionevole di quanto fa lui in Consiglio Comunale.
Chi semina indifferenza tra i cittadini non può che raccogliere indifferenza e la conseguenza di questo è che oggi non ci sono proteste se i servizi vengono ridotti, un pezzettino per volta, come è successo in mille altre realtà.
Poi si può anche protestare a Roma contro Berlusconi, si può anche riuscire a far cadere il governo. Ma Berlusconi avrà vinto in ogni caso perché il suo modo di governare è ormai entrato a far parte del bagaglio culturale degli amministratori locali, sia di destra che di sinistra .

Di seguito l’intervento del sindaco pellegrini sull’Ospedale di Cecina

Ma i sindaci cosa contano? Nulla

AURELIO PELLEGRINI (SINDACO DI MONTESCUDAIO)
Si susseguono in questi giorni, con eguale intensità, gli interventi e i silenzi sul futuro dell’Ospedale della Bassa Val di Cecina: tra questi mi sembra meritino alcune risposte le puntuali e attente considerazioni di Antonio Valentini. Debbo innanzi tutto dire che condivido nella sostanza le considerazioni “storiche” delle vicende della sanità pubblica nel comprensorio, vicende che si sostanziano in un progressivo impoverimento almeno quantitativo dei servizi resi ai cittadini così come condivido le pessimistiche previsioni per il futuro. Credo però che sia semplicistico chiamare sempre in causa i sindaci e il loro non far nulla sulla questione: alla domanda, infatti, su cosa possono fare i sindaci sulla programmazione-gestione della sanità, la risposta è semplice: “nulla”, o meglio nulla nei confronti dell’attuale sistema della sanità toscana. La dottoressa Calamai, dirigente peraltro capace e preparata, non sta facendo altro che il proprio dovere, quello cioè che le leggi attuali e la Regione gli chiedono e per cui è stata nominata.
La questione è che quando molti anni fa, con un furore ideologico un po’ eccessivo forse, abbiamo cancellato la presenza “politica” (confondendo come spesso succede, politico con partitico) nella gestione della sanità pubblica abbiamo sottoscritto, tutti, che la Salute dei cittadini era un problema aziendale e non un diritto da tutelare, abbiamo tutti acconsentito che così la sanità fosse gestita. È lo stesso discorso che oggi facciamo contro la privatizzazione dell’acqua.
Ovviamente questo non vuol dire che i sindaci debbano stare zitti e accettare quel che succede, vuole semplicemente dire che altri e non la dirigenza dell’Asl devono essere gli interlocutori dei sindaci: all’assessore regionale alla sanità, al presidente Rossi i sindaci devono porre con forza la questione di un confronto chiaro e definitivo sul futuro della sanità nella Bassa Val di Cecina.
Io non ho le capacità tecniche né le conoscenze necessarie per giudicare il nuovo assetto organizzativo del nostro ospedale: “a naso” mi pare però comunque di capire che si tratta di un’organizzazione a ribasso della quale ognuno di noi utenti pagherà il peso.
Non mi va però che il tutto venga presentato a cose fatte col tono di “prendere o lasciare”, l’aziendalismo c’è ma c’è anche il rispetto nei confronti di chi bene o male rappresenta la gente. Io penso allora che una iniziativa forte dei sindaci nei confronti della Regione sia necessaria e urgente almeno per capire cosa ci aspetta e se quell’ingente e pericoloso emigrare verso altri ospedali sia il futuro che ci aspetta.
Un’altra cosa che invece dobbiamo chiedere e chiedo, questo sì, ai vertici aziendali dell’Asl è lo stato del bilancio dell’azienda stessa: i soldi sono pubblici e tutti non solo i sindaci hanno diritto di sapere! Non vorrei, poi, si pensasse che i sindaci tacciono per ordine “di scuderia” cioè che lo stesso coloro politico impedisse la parola.
Lo chiedo anche a tutte quelle forze politiche che a Firenze governano: non si può fare l’opposizione qui ai sindaci e tacere dove si comanda davvero.
Concludo con una nota ancora più pessimistica di quelle di Valentini: nel passato, ogni volta che si parlava di ospedale c’era una generale levata di scudi di partiti, associazioni, istituzioni, questa volta nulla!

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