Bonifica di Poggio Gagliardo: il Sindaco Pellegrini sa di che parla?

2011 settembre 8

Siamo rimasti piuttosto perplessi nell’udire la confusa risposta del Sindaco Pellegrini alla nostra interrogazione (il cui contenuto è disponibile su questa pagina) in merito al progetto di bonifica dell’area inquinata nei pressi dell’ex conceria Massini a Poggio Gagliardo.

Il Sindaco ci ha accusati di tirare in ballo una questione ormai vecchia, per così dire superata, dicendo che il progetto era già stato approvato prima delle elezioni (questione che anche se vera non avrebbe avuto alcuna rilevanza).

Sfortunatamente il Sindaco non sembra avere nemmeno aperto il progetto definitivo di bonifica (datato novembre 2010) che riassume così la situazione nella prima pagina:

Il presente progetto definitivo (redatto secondo quanto previsto dal D.M. 471/99), sviluppa il progetto preliminare, tenendo conto dei risultati delle prove sperimentali effettuate i cui risultati sono riportati nel documento allegato datato Marzo 2010, e delle situazioni di fatto rilevabili sul posto a seguito degli interventi effettuati dalla società ErreEmme, con Permesso a Costruire n. 8 del 11.10.2007 rilasciato dal Comune di Montescudaio.

Quindi abbiamo un progetto preliminare che aveva lo scopo di valutare l’efficacia del sistema di bonifica proposto (datato novembre 2006), un documento che ne illustra i risultati datato marzo 2010 e un progetto definitivo di bonifica datato novembre 2010. Di questi due ultimi documenti e in particolare del progetto definitivo di bonifica il Sindaco non ha ritenuto di dare nessuna comunicazione, né al Consiglio Comunale né, cosa ancor più grave, ai cittadini interessati che si sono visti recapitare a casa una lettera dove la Regione diceva che avrebbero dovuto sostenere i costi della bonifica.

Il Sindaco sostiene anche che l’impianto non butti fuori nulla, parla di fumi che non fumano e altre amenità simili. Peccato che ciò sia totalmente contraddetto dal progetto che dice, a proposito delle emissioni in aria:

Le emissioni in aria sono quelle dai camini (E1, E2) dell’impianto SVE, i valori di emissione rispettano i valori limite riportati nella tabella D, Classe II, Allegato 1, Parte IV del DLgs 152/06 e s.m.i., che corrisponde ad un valore di concentrazione totale (sommatoria dei contaminanti, ovvero tetracloroetilene e tricloroetilene) pari a 20 mg/Nmc e 100 g/h come flusso di massa.
I camini scaricano ad una altezza da terra di 7,00 m e si accede al punto di campionamento salendo sopra il container da apposita scaletta e con protezione laterale costituita da apposito parapetto.

Il Sindaco sostiene che la conclusione dell’operazione fossero cinque buchi in terra (così nel suo linguaggio chiama i pozzi per l’estrazione degli inquinanti) dimostrando di non aver la più pallida idea del progetto che prevede 16 pozzi di cui sei ancora da realizzare.

I pozzi per l’estrazione degli inquinanti a Poggio Gagliardo, con separata indicazione di quelli esistenti e di quelli da completare

Il Sindaco sostiene di aver fatto assemblee al Fiorino per informare la popolazione, cosa che a noi non risulta, risulta invece che avesse assicurato alcuni proprietari degli immobili che non avrebbero pagato niente. La realtà è ben diversa, in Consiglio Comunale Pellegrini adesso ammette che essi sono stati messi in mora, che tradotto dal suo linguaggio, significa che la Regione si è avvalsa di quanto previsto dal Codice Ambientale, ovvero l’apposizione di un onere reale sugli immobili anche nel caso di proprietari non colpevoli dell’inquinamento, nel caso il colpevole non si trovi oppure non sia in grado di pagare. Si tratta del primo passo verso l’esproprio degli immobili.

A fine giugno si è tenuta presso la Regione Toscana una conferenza di servizi sul progetto, a quanto ci risulta, non solo il Comune non ha detto nulla ma non ha nemmeno inviato un proprio rappresentante per difendere le ragioni dell’Amministrazione e dei cittadini.

Chiunque abbia un minimo di memoria storica delle attività in zona potrà trarre le proprie conclusioni su chi sia il colpevole dell’inquinamento.

Accusiamo il Sindaco di aver cercato in tutti i modi di minimizzare e nascondere la pesantissima situazione di inquinamento, (ricordiamo che vengono coinvolti i pozzi che servono l’acquedotto di Cecina), di aver del tutto trascurato gli interessi dei residenti, di aver taciuto l’esistenza del progetto definitivo e i costi ambientali ed economici che la necessaria opera di bonifica impone sulla collettività.

Una situazione in cui tutti perdono: i proprietari dei terreni devono pagare la bonifica, l’ambiente è inquinato, la Regione ha dovuto imbarcarsi in un’opera complessa e costosa. Ma qualcuno ci guadagna ovvero chi ha potuto costruire un imponente centro commerciale su un’area inquinata prima di aver realizzato la dovuta bonifica. La concessione di un permesso a costruire sul sito, senza che il Comune abbia inserito tra le prescrizioni richieste il preventivo obbligo di bonifica, costituisce un atto gravissimo da parte dell’Amministrazione Pellegrini che ha anteposto l’interesse di alcuni privati all’interesse della collettività. Prima di qualsiasi attività edilizia sul sito la bonifica avrebbe dovuto essere completata.

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