Imposta di soggiorno, Pellegrini studi anche un po’ di economia

2011 Dicembre 1
by IPC Montescudaio

In relazione a quanto apparso sulla Nazione in data odierna ci teniamo a fare alcune precisazioni:

  1. Il sindaco di Montescudaio sostiene che la tassa di soggiorno gravi sul turista e non sulla struttura. Il che in teoria sarebbe anche vero se non fosse che lui la tassa l’ha introdotta a Luglio, ovvero quando i prezzi per l’anno erano già stati fissati e le prenotazioni prese. Quindi in molti casi le strutture sono state impossibilitate ad adeguare i prezzi.
  2. Premesso ciò, è piuttosto naif sostenere che se metto una tassa sui consumatori di un’impresa non provoco danni all’impresa. Il cliente del campeggio si trova a pagar di più per lo stesso servizio e può decidere di andare da un’altra parte. A noi sembra una cosa talmente elementare che non si dovrebbe nemmeno spiegare il concetto ma evidentemente il Sindaco di Montescudaio non ci arriva.
  3. L’attacco non è stato solo economico ma soprattutto politico. Il Sindaco ha più volte ribadito che il Campeggio non portava nulla a Montescudaio e di conseguenza ha modulato l’imposta in modo che venisse pagata quasi esclusivamente dal Campeggio e non da altre strutture come gli agriturismi. Il Sindaco di Montescudaio può legittimamente pensare che lo sviluppo turistico di Montescudaio debba avvenire solo con gli agriturismi e adottare le politiche pubbliche che ritiene opportune in tal senso. Certo poi non può lamentarsi se i campeggi chiudono. Se si vuole sviluppare un territorio bisogna creare le condizioni perché le imprese operino con fiducia nell’Amministrazione. Non si può svegliarsi una mattina e mettere una tassa. Pellegrini si è mosso con la stessa grazia di un elefante in una cristalleria.
  4. La revisione (anche pesante ed in senso migliorativo) delle tariffa fatta dall’Amministrazione implica che si è sbagliato in precedenza. Il Sindaco abbia il coraggio di ammetterlo e impari dai propri errori. Le tariffe sono state determinate con troppa faciloneria e senza tener conto delle parti interessate.
  5. Né Pellegrini, né gli altri Sindaci della zona, hanno minimamente tenuto in conto le condizioni economiche generali. Imporre una tassa del genere sulla principale attività economica della zona nel momento di peggior crisi economica degli ultimi 60 anni significa solo peggiorare la recessione. I Sindaci pensano ormai solo a far cassa e non sono capaci di ridurre le spese dei Comuni.
  6. Pellegrini, che si vanta delle proprie attenzioni al sociale e del suo essere di sinistra, ha introdotto un’imposta fortemente regressiva che colpisce chi ha meno (ovvero chi sceglie di fare vacanze economiche in campeggio) e esenta chi va in un agriturismo di lusso. Questo in contrasto con l’art. 53 della Costituzione. Chi paga di più sono le famiglie numerose e meno abbienti per cui fare una vacanza rischia di diventare un lusso
  7. A fronte dei 50.000 euro incassati non abbiamo notato quest’anno un particolare miglioramento dei servizi al turista, anzi.
  8. I Sindaci della zona si sono dimostrati totalmente incapaci di fare una politica di area sulla questione. E dire che non si trattava di niente di molto complicato. A quanto sembra l’anno prossimo chi sarà a Cecina pagherà un importo diverso da Montescudaio e Guardistallo sarà esentato. Strutture localizzate nel raggio di 100 metri di distanza potrebbero avere tre imposte di soggiorno diverse. Questo per quanto riguarda la semplificazione la riduzione della burocrazia. Poi si vuol fare l’Unione dei Comuni se non si è neanche in grado di trovare un accordo su un’aliquota?
  9. Ovviamente questo non vuol dire che non ci si trovi d’accordo con il Sindaco su eventuali cambi d’uso dell’area e apertura a nuove speculazioni edilizie che vanno impedite. La Lista Civica Insieme per Cambiare ha anzi proposto che fosse il Consiglio Comunale a esprimersi in tal senso con un atto formale. Stiamo ancora aspettando che il Sindaco faccia tale atto che sarà sicuramente condiviso con l’opposizione. Non vorremmo che il Sindaco ci stia ripensando visto che doveva essere pronto da almeno un mese, e che il tutto si riduca a roboanti dichiarazioni sui giornali.

Infine alcune considerazioni di carattere generale. La questione dell’imposa di soggiorno a Montescudaio è marginale e si può risolvere con un minimo di ragionevolezza, che il Sindaco ha anche in alcuni frangenti dimostrato. Se la leggiamo nel quadro più vasto delle condizioni economiche del nostro paese e dell’Europa ci dice alcun cose molto significative. Ci dice che il quasi fallimento del nostro paese va ricercato non negli attacchi della speculazione o delle banche ma in una classe politica che ha sempre pensato che in un modo o nell’altro le cose si sarebbero aggiustate, che si potevano fare debiti in eterno rimandando sempre la scadenza, che i cittadini possano essere tassati all’infinito senza pensare alle conseguenze, che i soldi pubblici possono essere utilizzati per creare consenso elettorale, che l’importante è tagliare nastri di opere pubbliche senza pensare se tali opere sono realmente utili alla collettività (e quindi finalizzate a creare ricchezza collettiva) o solo a chi le costruisce e progetta (e quindi opere con un’utilità privata). Il Sindaco di Montescudaio è cresciuto politicamente in tale sistema e ne è un perfetto figlio, e nemmeno dei peggiori. Ma se vogliamo uscire dalla situazione in cui ci troviamo è giunto il tempo di pensare e soprattutto di agire diversamente.
L’articolo apparso oggi sulla Nazione.

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