Imposta di soggiorno: una tassa ad personam

2011 Novembre 28
by IPC Montescudaio

Il regolamento dell’Imposta di soggiorno a Montescudaio ha da subito suscitato numerose perplessità nella Lista Civica Insieme per Cambiare, sia per la decisione stessa di introdurre un’imposta di soggiorno in un paese dipendente dal turismo in un momento di pesantissima crisi economica, sia per le modalità di applicazione scelte dal Comune di Montescudaio. Abbiamo da subito fatto notare come il regolamento redatto dal Sindaco Pellegrini fosse finalizzato a colpire esclusivamente un unico soggetto, ovvero il Camping di Montescudaio, in spregio a qualsiasi considerazione di equità fiscale e nella più assoluta ignoranza sugli effetti sul sistema economico che qualunque decisione di tassazione comporta. Insomma un nuovo modo di fare cassa a scapito di un soggetto, per logiche che ci sfuggono, ritenuto nemico.

Di qui (e dal peso sempre maggiore della TARSU) la decisione del campeggio di Montescudaio di chiudere, in risposta ad un attacco personale portato dal Sindaco sia sul piano economico che su quello politico. Oggi siamo in grado di fare un bilancio preliminare di quanto ha reso al Comune di Montescudaio l’imposta, grazie ai dati che la Ragioneria ci ha fornito. Dei 49.586 euro incassati dal Comune nella stagione estiva, 42.200 sono stati versati dal Campeggio di Montescudaio, ovvero circa l’85%. I 7.000 euro rimanenti sono stati versati da alcuni residence.

I dati confermano la nostra impressione che si trattasse di un’imposta ad personam finalizzata a colpire il campeggio e non le altre attività turistiche. Ci mostrano anche come, se chiudesse il campeggio l’imposta non produrrebbe alcun gettito significativo. Si tratta di una brutta vicenda, svoltasi a colpi di reciproci colpi bassi, di cui stanno facendo le spese esclusivamente i lavoratori del campeggio e l’attività turistica della zona. Ma la responsabilità è da ricercarsi esclusivamente nell’incapacità amministrativa del Sindaco di Montescudaio, che pensa che le tasche di cittadini ed imprese siano dei pozzi senza fondo da cui poter prelevare impunemente.

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