Perché la finta Unione piace ai partiti

2011 settembre 18
by IPC Montescudaio

La discussione nel Consiglio Comunale di Montescudaio del 16 settembre scorso a proposito dell’adesione del Comune alla cosiddetta “Unione dei Comuni dei Colli Marittimi Pisani” ha confermato i nostri peggiori timori su questa nuova istituzione. Hanno votato a favore PD e PDL, contraria la Lista Civica Insieme per Cambiare.

Insieme per Cambiare respinge al mittente le accuse portate in Consiglio Comunale dal consigliere del PDL Ciabatti di aver cambiato idea all’ultimo minuto . Le nostre valutazioni sull’Unione dei Comuni sono sempre state ben chiare. Fin dall’inizio abbiamo detto si all’Unione, no ai carrozzoni (vedi il link). Quando è stato evidente che l’Unione dei Comuni si profilava essere un nuovo carrozzone fatto solo per ottenere un contributo regionale, ovvero non per permettere ai contribuenti di risparmiare ma per sprecare ulteriori soldi pubblici, abbiamo detto un no forte e chiaro, dandone motivazioni ben precise.

A differenza di Ciabatti abbiamo dato il nostro contributo costruttivo al processo di costruzione dell’Unione, formulando una serie di osservazioni allo Statuto, che andavano nel senso di garantire la massima trasparenza e partecipazione dei cittadini. Tali osservazioni sono state in gran parte rifiutate.

Invitiamo il consigliere Ciabatti a fare ciò per cui è stato eletto, ovvero l’opposizione e di smetterla di fare la stampella a Pellegrini, stampella di cui il Sindaco di Montescudaio non ha alcun bisogno.

Abbiamo assistito, per l’ennesima volta, all’abbraccio consociativo tra PD e PDL con l’esponente del partito di Berlusconi che avvalla le decisioni del Sindaco Pellegrini. La partitocrazia si dimostra, ancora una volta, pronta a riunirsi quando si tratta di operazioni volte a mantenere il proprio potere e a spillare soldi ai contribuenti. I risultati di tale sistema consociativo, di cui a Montescudaio abbiamo un bellissimo esempio, sono sotto gli occhi di tutti con un Paese sull’orlo della bancarotta. Amministratori che governano le finanze pubbliche come il Sindaco Pellegrini (che a chi gli fa notare la mancanza di soldi risponde che “tanto tutto si aggiusta e i soldi si trovano” come accaduto in una recente discussione sul bilancio) e opposizioni che non controllano e inciuciano hanno portato la nazione alla rovina nel momento stesso in cui, come l’orchestra sul Titanic, ne festeggiano i 150 anni con grande dispendio di soldi pubblici.

Per tornare all’Unione, ricordiamo che non si tratta di Unione dei piccoli Comuni (per cui il termine tecnico è accorpamento) ma della creazione di un ente del tutto nuovo con tutti gli annessi e connessi. Questo ente ci ricorda tanto le ormai defunte Comunità Montane che, cacciate dalla porta, rientrano dalla finestra più agguerrite che mai e come certe popolazioni barbariche dell’antichità abbandonano le vette lanciandosi alla conquista delle colline e delle pianure che finora le avevano scampate.

L’Unione dei Comuni non è altro che una riedizione riveduta e (poco) corretta delle Comunità Montane. Comuni, Sindaci, Giunte, Consiglieri e Assessori rimangono saldi al proprio posto e in più si aggiungono tutti i relativi organi dell’Unione. Non escludiamo che tale organo possa agire con efficienza ma le premesse non ci sono proprio.

Un ultimo appunto sulle dichiarazioni del Presidente in pectore dell’Unione, Sindaco Gruppelli, che agita lo spettro dell Commissariamento dei Comuni, in caso di mancata approvazione dell’Unione. Ad oggi non esiste alcuna legge che dica ciò e lui lo sa benissimo quindi lo invitiamo a non iniziare la propria carriera raccontando cose inesatte.

 

 

 

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