Unione dei Comuni, Insieme per Cambiare critica in Consiglio Comunale

2011 Settembre 16
by IPC Montescudaio

La posizione di Insieme per Cambiare sullo Statuto dell’Unione dei Comuni e sulle modalità a cui si arriva alla approvazione in Consiglio Comunale è stata di netta critica per alcuni motivi:

  • Appare del tutto evidente come l’Unione dei Comuni nasca con eccessiva fretta per cercare di ottenere un finanziamento regionale. Non ci pare un buon inizio: l’Unione dei Comuni deve essere uno strumento per risparmiare non per spendere soldi pubblici, i finanziamenti possono essere utili se inseriti in un progetto complessivo che manca totalmente.
  • I Sindaci non sono stati in grado di dire in che modo la creazione dell’Unione permetterà di risparmiare. Non hanno effettuato nessuna analisi o studio per determinare quali servizi mettere assieme e quale sia l’ambito territoriale e demografico ottimale.
  • Avremmo preferito una partenza più graduale con dapprima la messa in comune di alcune funzioni associate tramite convenzione e poi il passaggio all’Unione dei Comuni. In tal modo gli amministratori avrebbero potuto dimostrare il proprio impegno alla collaborazione reciproca.
  • Nasce in un momento di drammatica incertezza, in cui Regione e Governo stanno cambiando la relativa normativa. E’ evidente che lo Statuto nasce già vecchio e dovrà essere cambiato a breve.

L’Unione dei Comuni nasce quindi male, senza un impegno preciso che non sia quello di chiedere i soldi alla Regione e di costruire una sede. Nasce quindi già destinata al fallimento, come sono fallite molte Unioni dei Comuni, in Toscana ed altrove.

Dopo il link l’intervento completo in Consiglio Comunale

 

Unione dei Colli Marittimi Pisani: intervento del Capogruppo Consiliare Fabio Tinelli Roncalli al Consiglio Comunale del 16 settembre
Abbiamo assistito nell’ultimo mese ad una accelerazione dei lavori nella Costituzione dell’Unione dei Comuni. La motivazione, di cui il Sindaco non ha certo fatto mistero, è l’accesso al contributo messo a disposizione dalla Regione da cui la necessità di concludere entro novembre.
Non siamo d’accordo con tale modo d’agire: se l’Unione deve servire a risparmiare risorse pubbliche, partire in modo affrettato per utilizzare ulteriori soldi dei cittadini non è certo un buon inizio. Peraltro non è assolutamente detto che l’anno prossimo non ci siano contributi: certo c’è la possibilità che ci sia una maggiore concorrenza (nessuna Unione è stata deliberata dai Comuni in Toscana nel 2011, le uniche che partono sono quelle in sostituzione delle Comunità Montane) e questo ci potrebbe costringere a elaborare un progetto migliore e forse a ricevere un contributo inferiore. Ci sembra che si stia facendo, ed è una critica che estendo ai Sindaci dei comuni limitrofi, una confusione clamorosa del fine con il mezzo: il contributo diventa la finalità dell’intera operazione invece di essere un mezzo per portarla a termine nel modo migliore. Ricordiamo che esistono da più di 10 anni ingenti contributi pubblici per l’accorpamento dei Comuni ma che tali contributi non sono mai stati indicati come motivazione per effettuare tali fusioni.
E non si può certo negare che si parta in modo affrettato: lo Statuto è frutto di una ardita operazione di copia e incolla, tanto che la bozza è stata presentata alle minoranze con molte incongruenze, vogliamo ricordare quella clamorosa dell’elezione del Consiglio, inserita nello Statuto in modo completamente difforme rispetto a quanto sostenuto verbalmente dai Sindaci, che evidentemente lo Statuto manco lo avevano letto. Vogliamo rimarcare la continua assenza del gruppo di maggioranza e del Sindaco di Montescudaio dagli incontri preparatori, luogo deputato a rispondere alle richieste di informazioni dei capogruppo consiliari.
Noi lo Statuto invece lo abbiamo letto e abbiamo proposto numerose modifiche ed integrazioni, dobbiamo constatare come solo quelle che correggevano errori marchiani sono state accolte, in particolare tutte le nostre proposte volte a garantire una maggiore partecipazione ed informazione dei cittadini sono state bocciate e questo la dice lunga su come ci si appresti a varare un ente destinato ad essere chiuso verso l’esterno, di cui molte persone non conoscono le motivazioni e che sarà probabilmente percepito, a torto o a ragione questo non possiamo ancora dirlo, come l’ennesimo carrozzone.
Si crea un nuovo consiglio dell’Unione, un nuovo Presidente, una nuova Giunta, ci sarà bisogno di un Segretario dell’Unione, del Revisore, buona parte delle procedure amministrative e finanziarie saranno duplicate: è evidente il rischio di creare un ente i cui costi (e nei costi dobbiamo includere non solo quelli evidenti ma anche quelli nascosti, come il tempo impiegato dal personale, Sindaci inclusi) siano superiori ai benefici. Siamo scampati alla Comunità Montana per poi ritrovarci qualcosa di simile? Dobbiamo ricordare qui i tentativi fallimentari di gestione unitaria di alcuni servizi avvenuti finora perché partiti male come le Farmacie e gli strumenti urbanistici?
Tutto il procedimento avviene in uno dei momenti di maggior incertezza e confusione della storia repubblicana: la recente manovra interviene pesantemente nell’ordinamento dei piccoli comuni con l’art. 16, che pure suscita da molte parti dubbi di incostituzionalità, e anche la Regione deve emanare una nuova Legge in materia. Non capiamo come un’amministrazione che rimanda di sei mesi l’approvazione del bilancio preventivo, in attesa delle consuete novità normative di inizio anno, decida invece di procedere a spron battuto su una questione molto più delicata e complessa, considerando anche che il processo di variazione statutaria dell’Unione dei Comuni, che si preannuncia come inevitabile dopo pochi mesi, è certo più complesso delle variazioni di bilancio.
Parecchie perplessità desta anche la scelta dell’ambito territoriale e demografico ottimale dell’Unione. Ad oggi non è stato effettuato alcuno studio che dimostri la possibilità di perseguire realmente le economie di scala derivanti dall’accorpamento dei servizi, che tali economie possano essere realizzate limitando i disagi dei cittadini e che la presenza di Comuni periferici e lontani come Castellina non possa costituire più un problema che un’opportunità.
Tale analisi avrebbe dovuto essere effettuata per le diverse funzioni: ovviamente la polizia municipale ha diverse esigenze rispetto all’Ufficio Tecnico o all’anagrafe. Ricordiamo che il Comune di Montescudaio non ha aderito nemmeno alla gestione associata del servizio di Polizia Municipale esistente, con buoni risultati, tra Guardistallo e Casale.
Oltre alle economie di scala esistono anche le diseconomie di scala e se l’inefficienza dei piccoli Comuni è evidente e documentata nella letteratura scientifica, non dobbiamo dimenticare che, meno nota e altrettanto documentata, è l’inefficienza di comuni medi e grandi legata al crescere a dismisura degli apparati burocratici.
Per fare un esempio pratico avremmo voluto vedere un piccolo studio, niente di eccezionale che mostrasse a confronto l’evoluzione delle spese di personale (la spesa principale dei Comuni) nei due casi con Unione e senza Unione. Quanto si sarebbe potuto risparmiare?
Ricordiamo anche che esiste lo strumento della convenzione, alternativo ma soprattutto preliminare all’Unione: la gestione associata delle funzioni tramite convenzioni avrebbe dovuto essere il primo passo nel processo di creazione dell’Unione, il momento in cui si sarebbero potute mettere alla prova le Amministrazioni per vedere se si stanno facendo chiacchiere oppure se si fa sul serio in un processo di maggiore efficienza. Tale strumento è indubbiamente più flessibile e reversibile rispetto all’immediata e avventata creazione dell’Unione.
Un discorso a parte merita uno dei pochi punti fermi finora apparsi sull’argomento Unione: ovvero la sede del Fiorino. A cosa servirà questa sede? E’ proprio necessaria? Quali funzioni e uffici ospiterà? Quanto costerà? Chi pagherà? A cosa erano destinati in precedenza i fondi utilizzati per la sede? Non si può invece riutilizzare il patrimonio immobiliare esistente, considerando anche la necessità di mantenere i servizi di prossimità e le nuove tecnologie di comunicazione che permettono odi creare uffici virtuali? Ci sembra un pessimo viatico iniziare l’attività dell’Unione con quello che si prospetta come l’ennesimo spreco di denaro pubblico.
E anche la comunità del Fiorino, troppo spesso dimenticata da questa amministrazione non ci sembra che possa trarre grandi benefici da questa sede.
La cittadinanza non è stata per nulla informata di questo processo che potrebbe, se portato a termine portare a notevoli cambiamenti nel modo di rapportarsi con l’Amministrazione Comunale.
Quindi diamo, piuttosto a malincuore dopo l’iniziale adesione al progetto e dopo aver collaborato in modo costruttivo a migliorarlo, un giudizio negativo non sull’Unione dei Comuni ma sul modo in cui viene creata, sullo Statuto che ci viene proposto e sulla tempistica troppo affrettata. La nostra convinzione, maturata in questi mesi, è che si tratti di un’iniziativa che porterà ad uno spreco di risorse pubbliche (regionali e comunali) senza portare ai risultati che potrebbe se effettuata con una maggiore razionalità e attenzione. Non ci è stato fornito alcun dato che dimostri il contrario e delle assicurazioni dei Sindaci non possiamo certo fidarci.

Montescudaio 16 settembre 2011

Lascia un commento

Note: Puoi usare alcuni tag XHTML nei commenti. La tua email non sarà mai pubblicata

Iscriviit ai commenti via RSS