Poggio Gagliardo: l’inquinamento si espande ma la politica fa finta di non vedere

2012 luglio 20
by IPC Montescudaio

Le nuove drammatiche notizie sulla chiusura di alcuni pozzi in Comune di Cecina per l’inquinamento generato dalle attività industriali a Poggio Gagliardo con conseguente sversamento di trielina (e altri inquinanti) ci portano a domandarci alcune cose:

In primis a questo punto è lecito domandarsi se le attività di contenimento dell’inquinamento predisposte dalla Regione Toscana siano efficaci o non si stia spendendo un’enorme quantità di soldi pubblici senza ottenere risultati adeguati.

Ma la lezione più importante che dovremmo trarre da questo è che, quando si parla di acqua e del suo ciclo, che è vitale per la nostra sopravvivenza, non possiamo limitarci ad agire per contrastare goffamente ogni singola emergenza ma che è necessario agire con un piano di area vasta. Il motivo dell’emergenza non è da ricercarsi in un aumento delle sostanze inquinanti ma nella riduzione dell’acqua che ne aumenta la concentrazione e quindi fa superare i limiti. Il problema idrico è sicuramente aggravato dai cambiamenti climatici, questione su cui possiamo fare ben poco, ma non possiamo fare a meno di notare come gli emungimenti per uso industriale da parte della Solvay siano diventati ormai insostenibili e quindi si debba trovare una soluzione che ci permetta di agire nel breve periodo. La soluzione può andare in due direzione o una riduzione dei prelievi, che appare l’unica praticabile nel brevissimo periodo, o un aumento delle riserve idriche (unica soluzione che permette di salvaguardare anche l’industria). Soluzioni di limitata efficacia come l’invaso di Puretta non faranno che peggiorare la situazione. La Regione Toscana deve prendere in mano la situazione e progettare soluzioni che diano una risposta definitiva e che permettano di conciliare l’attività industriale con i prelievi idropotabili, che lo ricordiamo debbono avere la precedenza.

L’ultima osservazione: visto che di recente ai margini della zona inquinata sono stati effettuati movimenti terra di notevole entità per la realizzazione di un distributore di carburante ci domandiamo se nella zona non sia il caso di bloccare completamente ogni ulteriore sviluppo edilizio visto che le realizzazioni già effettuate hanno determinato notevoli problemi nell’attività di bonifica. Ci auguriamo che le autorità sanitarie abbiano effettuato i dovuti controlli per evitare lo spandimento ulteriore di materiale inquinato.

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