Rossi rottama le Società della Salute ma il conto lo pagano i cittadini

2012 Ottobre 18
by IPC Montescudaio

Le società della salute, poltronificio e creatura di Rossi per necessità politiche e non per servire i cittadini, e contro cui ci siamo battuti da sempre, sono ora unanimemente definite inutili anche dal PD regionale e saranno presto chiuse. Sará divertente ascoltare le dichiarazioni, nei consigli comunali, di coloro che solo pochi mesi fa bocciarono proprio le mozioni in cui si chiedeva di uscirne.
Due questione però non devono cadere nell’oblio del “tanto si chiude”. La prima riguarda la responsabilità della gestione dei fondi erogati fino ad oggi alle SDS, abbiamo sempre denunciato la totale assenza di trasparenza per cui nessun Comune della bassa Val di Cecina é mai riuscito ad avere un resoconto delle prestazione effettivamente erogate sul suo territorio in questi anni. Un chiaro riepilogo di come siano stati spesi i soldi é anche indispensabile perché i Comuni possano valutare oggettivamente cosa fare domani quando saranno chiamati di nuovo a gestire la delega del sociale e non si creino pericolosi vuoti di servizio ai cittadini stessi. Il direttore della SdS Bassa Val di Cecina é pagato, dall’Asl con i soldi dei comuni e riceve oltre 115mila euro annui e ha l’obbligo di dire con precisione cosa ha fatto in questi anni..
Secondo, la loro chiusura non può tradursi nella apertura di altro carrozzone similare, e qui il problema non é solo nella forma ma anche nella sostanza.
La SDS gestiva in modo non trasparente anche tutti i rapporti con le associazioni di volontariato che se volevano operare dovevano per forza passare attraverso il placet della SDS e sappiamo bene che le associazioni di volontariato sono determinanti per erogare i servizi ai cittadini laddove lo Stato é carente e che esse sono un ottimo bacino elettorale che così veniva tenuto “sotto controllo”. Basta chiedersi perché non siano mai emerse critiche ufficiali alla gestione della sanità dagli operatori per rendersi conto di come sia mancata (e manchi ancora) la libertà d’espressione in questo settore, il tutto a danno dei cittadini che ne pagano le conseguenze anche con i ticket chiesti ora da Rossi.
Speriamo dunque che non si cambi semplicemente perché nulla cambi.

Alessandro Lucibello Piani
Fabio Tinelli Roncalli

Federazione Liste Civiche Insieme per Cambiare

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