Un progetto per l’ospedale di Cecina?

2012 dicembre 6
by IPC Montescudaio

Con l’arrivo dell’assessore regionale Marrone il Sindaco di Cecina Benedetti ammette finalmente che la cosiddetta riorganizzazione del nostro ospedale è stata gestita e applicata senza un progetto sanitario riducendosi di fatto ad un operazione di tagli alla spesa come denunciavamo con forza venendo additati di “terrorismo”.

E’ facile prevedere che l’Assessore Marrone annuncerà altri tagli e rinvierà ad una data non identificata il promesso progetto.

Non avendo più tempo e quasi nulla da tagliare chiediamo che la politica locale prenda finalmente in mano la situazione dialogando con il territorio al fine di indirizzarsi a nuove scelte e nuove sfide, con coraggio, scrollandosi di dosso un atteggiamento servile e passivo verso le imposizioni di Firenze frutto di mere ragioni economiche.

Come liste civiche della Val di Cecina ribadiamo che un ospedale deve essere il terminale di un sistema sanitario che deve occuparsi, prima di tutto, di prevenzione, il vero e unico risparmio accettabile per i cittadini è quello che riduce all’origine le malattie, investire in prevenzione ripaga tutti, investire in cure non evita la malattia, sembra banale e scontato ma in realtà è un tema su cui si fa poco o nulla.

Per quanto riguarda l’ospedale di Cecina viene ripetuto dai tecnici che per garantire buoni standard qualitativi delle prestazioni è necessario raggiungere numeri che, dipendendo dalla popolazione richiederebbe, per assurdo, proprio un maggior percentuale di malati ossia l’esatto contrario della prevenzione.

Se per le logiche economiche odierne è necessario incrementare i pazienti proviamo a seguire una strada nuova che coinvolge tutti: la Val di Cecina ha un turismo sviluppato con picchi di presenze estive rilevanti e la crisi, nel settore, è forte. Proprio dal turismo si possono trovare quei numeri che oggi mancano all’ospedale, ad esempio sviluppando e investendo in servizi destinati ai malati cronici non residenti che proprio nelle vicinanze di un attrezzato ospedale sono costretti ad organizzare le proprie ferie.

Se l’ospedale di Cecina fosse in grado di accogliere bene chi necessita di dialisi si potrebbe studiare un offerta turistica specifica coinvolgendo le strutture alberghiere a cui si offrirebbe la possibilità di allungare la stagione ottenendo immediati vantaggi per l’ospedale e per l’economia locale. Parallelamente, unendo ospedale e turismo non può sfuggire l’assurda suddivisione delle ASL tra Alta e Bassa Val di Cecina.

Un progetto come questo deve partire dal territorio ed in primis dai nostri Sindaci, vogliamo provarci e discuterne, o aspettiamo che i tecnici chiudano l’ospedale e i turisti, come i proprietari di seconde case, fuggano definitivamente altrove?

Alessandro Lucibello Piani

Fabio Tinelli Roncalli

Federazione Liste Civiche Insieme per Cambiare

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