Autostrada Tirrenica, a che punto siamo?

2013 Gennaio 3
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by IPC Montescudaio

Facciamo chiarezza per quanto possibile su una delle più maggiori prese per i fondelli del progetto SAT, ovvero quella delle esenzioni per i residenti.
Per quanto riguarda il lotto 1 Rosignano — San Pietro in Palazzi, attualmente i residenti della Bassa Val di Cecina godono dell’esenzione subordinata al possesso di un telepass. Tale esenzione è temporanea fino al completamento del progetto dell’intera autostrada, dopo di che le esenzioni, saranno le stesse previste per i residenti sull’intero tratto, se mai ci saranno.
Il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha garantito circa 6 mesi fa ampie esenzioni per i residenti:
La Regione ha chiesto e ottenuto l’esenzione per tutti i cittadini residenti, gli enti pubblici e le attività economiche domiciliate nel territorio che va da Rosignano al confine toscano e per tutta la durata della convenzione con la Sat (30 anni) per i mezzi di classe A e B (auto, moto, camion fino a 35 quintali) in direzione nord e sud per una lunghezza fino a 45 chilometri” (Fonte: Il Tirreno )
Diverse fonti hanno fatto notare al Rossi come questa pretesa di fare un’autostrada a pagamento e di esentare dal pagamento gli utenti della regine dove corre l’autostrada fosse priva di qualsiasi fondamento logico ed economico. Ad esempio l’ex-ministro Matteoli, da sempre il più accanito sponsor dell’autostrada: “Non esiste in Europa l’esempio di una autostrada che possa esser costruita ipotizzando di esentare dal pagamento del pedaggio qualcosa come 600mila abitanti. È una richiesta fuori dalla realtà: si finirà per mettere in dubbio la possibilità di farla davvero questa autostrada” (Fonte: Il Tirreno ).
Il problema per Rossi è trovare i finanziamenti per queste esenzioni che dovranno essere pagati dal pubblico in quanto la Società concessionaria (SAT) non ha ovviamente nessuna intenzione di rinunciare ad una parte sostanziosa dei propri ricavi per finanziare le velleità clientelari del Rossi, che vuole l’autostrada MA ANCHE l’esenzione per i propri elettori, un po’ come nel Sud Italia 50 anni fa.
Una prima risposta, molto parziale, viene dal c.d. Decreto Sviluppo nell’autunno di quest’anno. II governo decide di stornare parte del canone che SAT deve corrispondere a ANAS per la concessione dell’autostrada, pari a circa 10 milioni di euro annui. Questo il testo:
I canoni di cui all’’articolo 1, comma 1020, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, derivanti dalla realizzazione del completamento dell’‘autostrada Livorno-Civitavecchia, tratto Cecina-Civitavecchia, sono trasferiti alla regione Toscana, per i primi dieci anni di gestione dell’’infrastruttura, fino alla quota massima annua del settantacinque per cento. Il trasferimento avviene a titolo di concorso al finanziamento da parte della regione di misure di agevolazione tariffaria in favore dei residenti nei comuni dei territori interessati.
La prima cosa che salta all’occhio è che l’esenzione non è più per l’intera durata della concessione (30 anni ma si limita 10 anni). Esistono fortissime perplessità anche sul fatto che la somma sia in grado di coprire le esenzioni ai residenti dei comuni, mentre è fuori dubbio che tale somma non sia assolutamente in grado di finanziare le generosissime agevolazioni proposte da Rossi (esenzioni per residenti e imprese di entrambe le province).
Infine ricordiamo che con questi soldi ANAS dovrebbe fare manutenzione delle strade gestite. Se vengono dirottati a SAT si avranno minori risorse da destinare alla manutenzione delle strade pubbliche.
Alla fine di dicembre 2012 viene pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, con notevole ritardo, la delibera CIPE 85 del 3 agosto 2012 con cui vengono approvati i progetti definitivi dei lotti da San Pietro in Palazzi a Grosseto Sud e da Ansedonia a Tarquinia. Rimane ancora da definire la progettazione dell’unico tratto di autostrada che servirebbe veramente come pure della penetrazione al Porto di Piombino. I problemi tecnici più ardui da risolvere vengono rimandati, anche se tale autorizzazione prevede, fortunatamente, che non possano iniziare i lavori fino all’approvazione dei progetti dei lotti mancanti.
La delibera CIPE dice alcune cose interessanti sulla questione delle esenzioni.

A riguardo della richiesta di esenzioni del Presidente Rossi viene detto molto chiaramente che: ” l’accoglimento della richiesta, da parte della regione Toscana, di esenzione dal pedaggio, per l’intera durata della concessione, nel tratto da Rosignano Marittimo al confine regionale, per i mezzi di classe A e B di proprieta’ dei residenti, degli enti pubblici e delle attivita’ insediate, nonche’ per i mezzi del trasporto pubblico locale, potrebbe determinare una riduzione del livello dei ricavi attesi tale da pregiudicare l’equilibrio economico finanziario del PEF (Piano Economico Finanziario ndr)”. In sostanza la richiesta del Presidente toscano viene rimandata al mittente come poco più di una boutade e che comunque se ci sarà un’esenzione dovrà essere pagata dalla finanza pubblica e non potrà essere a carico del concessionario, come è ribadito successivamente ” Entro la data di trasmissione a questo Comitato del progetto definitivo dei lotti 4 e 5B e del lotto 7, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti dovra’ verificare, anche tecnicamente, le possibili forme di copertura finanziaria compatibili con gli equilibri di finanza pubblica per l’esenzione dal pedaggio, per l’intera durata della concessione, nel tratto da Rosignano Marittimo al confine regionale, per i mezzi di classe A e B di proprieta’ dei residenti, degli enti pubblici e delle attivita’ insediate, nonche’ per i mezzi del trasporto pubblico locale-chiesta dalla regione Toscana con la citata delibera n. 546/2012″. In sostanza il Ministero si riserva di decidere, quando verrà presentato il progetto completo, se e quali esenzioni dare ai residenti ed in questo momento appare decisamente poco probabile che ciò sia compatibile con le possibilità della disastrata finanza pubblica italiana.

In ogni caso non si tratta certo di un via libera alle esenzioni, come riportato da alcuni quotidiani, ma casomai del contrario. La decisione viene rimandata al futuro non molto prossimo, sperando che per allora le fatue promesse di alcuni politici , magari nel frattempo passati ad altri incarichi, vengano dimenticate.

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