Risorse idriche: è il momento di prendere decisioni lungimiranti

2013 luglio 25
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by IPC Montescudaio

La relativa abbondanza che le falde idriche della Val di Cecina stanno godendo in questa estate non dovrebbe indurci a dimenticare il problema della siccità e dell’approvvigionamento idrico. L’estate scorsa è stata drammatica con il prosciugamento del lago di Santa Luce e il ricorso ad autobotti per rifornire l’Alta Val di Cecina. Consumi industriali, inquinamento artificiale e naturale, consumi privati concentrati nel periodo estivo, cambiamenti climatici: questi sono i principali fattori che fanno si che l’acqua, presente in abbondanza in Val di Cecina, diventi in alcuni mesi dell’anno una risorsa scarsa. Purtroppo il problema non è stato affrontato negli anni scorsi, quando sarebbe stato più agevole reperire le risorse, e risolverlo con le risorse scarse di un periodo di profonda depressione è indubbiamente più complicato. Una delle innumerevoli mancanze di una classe politica miope ed incapace. Ma non è detto che non si possa mettere a buon uso la crisi e trasformare un problema in un’opportunità. Occorre da parte degli amministratori uno sforzo comune per valutare le possibilità, che esistono, per risolvere la questione lasciando da parte personalismi e campanilismi. Si parta dalle soluzioni di breve periodo, necessarie per fronteggiare le emergenze immediate dei prossimi anni, individuate puntualmente dal gestore idrico che richiedono limitati investimenti, a partire dal ripristino delle tubazioni. Si inizi una fase di concertazione con l’industria per ripristinare al consumo umano le acque di buona qualità, cercando di trovare una mediazione tra quanto prescritto dalla legge, che dice chiaramente che il consumo umano viene prima di quello industriale, e la necessità di mantenere l’occupazione, in un momento in cui il nostro paese è alle prese con una drammatica deindustrializzazione. Nel medio lungo periodo si cerchino soluzioni che siano effettivamente tali, sulla base di una analisi costi benefici, e che non vengano proposte solo perché soddisfano interessi di qualcuno. A causa dell’andamento torrentizio del fiume, l’acqua in Val di Cecina c’è in abbondanza: bisogna trattenerla costruendo uno o più invasi. Un grande investimento pubblico in grado di creare ricchezza per le generazioni successive, come il nostro paese faceva negli anni del miracolo e come sembra aver perso la capacità di fare. Sfortunatamente le soluzioni proposte finora soffrono di diversi problemi, tanto da renderle impraticabili. Gli invasi Idro-S a Montescudaio raccoglierebbero, essendo situati a valle, acqua inquinata, esponendo la falda di ottima qualità sottostante ad un rischio altissimo di contaminazione. Ancora peggio l’invaso di Puretta, estremamente impattante dal punto di vista ambientale, completamente antieconomico in relazione all’acqua invasata, di lunghissima realizzazione e con una progettazione contestata. Si tratta di finte soluzioni che non avrebbero dovuto nemmeno essere concepite, e che sono state portate avanti esclusivamente per favorire interessi particolari. La soluzione reale e duratura sembra essere stata individuata dai tecnici, e vista con favore anche dalle associazioni ambientaliste e dai comitati, nella realizzazione di un grande bacino più a monte, in località Pian di Goro. Una soluzione che presenta numerosi vantaggi: interessa una zona già degradata, permette di invasare notevoli quantità di acqua e può essere realizzato in diversi passi successivi con diverse capienze a secondo dei fondi disponibili. Il costo del progetto non dovrebbe essere eccessivo, se si dirottano ad esso le risorse già stanziate per i precedenti progetti. Tale soluzione deve essere ovviamente ancora studiata nel dettaglio, ma non è detto che occorra più tempo che per le altre, considerando che quasi sicuramente sarebbe molto più accettata e senza strascichi giudiziari. Ricordiamo che il Presidente della Toscana si è di recente schierato a favore della costruzione di nuovi invasi e che tali opere rientrano a pieno titolo in quei progetti di manutenzione diffusa del territorio che cominciano ad entrare nel programma di quasi tutti i partiti politici, in contrasto alle grandi opere costose ed inutili. La disponibilità di acqua, oltre che all’industria, potrebbe dare nuova linfa vitale all’agricoltura permettendo di dedicarsi a culture irrigue più profittevoli senza intaccare le preziose falde. Altrettanto fondamentale dei nuovi invasi è una radicale revisione istituzionale dei soggetti che gestiscono il servizio: se questi non funzionano la situazione difficilmente migliorerà, nemmeno l’hardware più bello può funzionare senza un software adeguato. Le società partecipate devono essere ripulite dalla presenza degli esponenti dei partiti e dei raccomandati e rifondate sulla base dei principi meritocratici, le persone devono essere scelte per competenza, non per fedeltà partitica. Chi sbaglia deve andare a casa e non presentare finte dimissioni per farsele respingere e rimanere saldamente attaccato alla poltrona.
Fabio Tinelli Roncalli Insieme per Cambiare Montescudaio
Loriano Fidanzi Insieme per Cambiare Pomarance

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