Solvay taglia il personale: agire ora per evitare una nuova Taranto

2013 luglio 17
by IPC Montescudaio

Rimaniamo abbastanza colpiti nel leggere l’intervista al nuovo direttore Solvay sui giornali di oggi. In sostanza la multinazionale chiede di poter inquinare di più annunciando nel contempo una pesante riduzione dell’organico anche attraverso licenziamenti, annunciati con un’ipocrita formula “(prepensionamenti, cassa integrazione o altri metodi)” e che saranno effettuati, bontà loro, “con un certo stile” (evidentemente non come Marchionne, ci vien da dire).
Intanto si chiede mano libera anche sulle concessioni del sale, limitate secondo loro da pastoie politiche, e non dal fatto che per estrarre il sale stanno sottraendo tutta l’acqua della Val di Cecina.
E’ evidentissima la rottura anche formale (quella sostanziale è già in atto da almeno un decennio) del patto sociale che regolava la presenza dell’industria in questa zona. La collettività garantiva a Solvay l’utilizzo indiscriminato e a costo zero di tre beni pubblici: l’acqua dolce, il sale e il mare. L’acqua della Val di Cecina dove Solvay consuma il doppio rispetto agli altri usi civili, e consuma l’acqua migliore, praticamente senza pagarla. Il sale di Buriano a cui si aggiungono le nuove concessioni di Saline con estrazioni massicce di sale rispetto ad altri utilizzi alternativi, come quello delle Saline di Stato. Il mare di Rosignano, con il permesso di scaricare in mare vaste superfici di sostanze solide che hanno ridotto in uno stato pietoso la costa circostante.
In cambio di questo Solvay aveva sempre garantito occupazione diretta ed indiretta, prima anche nell’Alta Val di Cecina ora quasi esclusivamente a Rosignano. Non a caso la contestazione nasce prima in Alta Val di Cecina dove l’impatto occupazionale è ormai molto limitato, rispetto a qualche decennio di anni fa e dove l’impatto ambientale è invece pesantemente aumentato. Ma ora sembra giunto anche il turno di Rosignano.
Di fronte alle legittime prese di posizione dell’azienda deve essere la politica a dire basta: basta con le concessioni a costo zero, senza precisi impegni in materia occupazionale il cui mancato rispetto le faccia decadere, basta accordi di programma che vengono regolarmente disattesi. Chiediamo tre atti concreti ai politici in Regione e Provincia che si occupano della cosa e che finora sono sempre stati proni ai voleri dell’industria, infischiandosene della tutela del territorio. Primo rimandare al mittente le richieste di sforamento dei limiti degli scarichi espresse oggi, anzi vigilare sul rispetto della legge. Due, salvaguardare la falda idrica di Steccaia in Comune di Montescudaio, l’ultima di qualità della Bassa Val di Cecina, garantendo la priorità dell’uso civile, prima che Cecina rimanga senz’acqua. Terzo bloccare le concessioni del sale a Saline di Volterra, oggi sotto esame in un motivato ricorso al Consiglio di Stato, fino a quando non sarà garantita la sostenibilità dell’approvvigionamento idrico.
Chiediamo soprattutto di non piegarsi alla logica del ricatto occupazionale che si sta mostrando nient’altro che un bluff, visto che i tagli al personale anche pesanti avvengono ugualmente qualunque cosa si conceda all’industria.

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