Bene l’abbandono del progetto Idro-S, ora rispetto per i beni pubblici

2015 agosto 25
by IPC Montescudaio

Ci auguriamo che il definitivo abbandono del progetto Idro-S da parte della Regione e di Solvay rappresenti un vero punto di svolta nella gestione dei rapporti tra industria e territorio.

La bocciatura di un progetto sciagurato, insostenibile sul piano ambientale e vantaggioso economicamente solo per la Solvay, è una buona notizia per tutti, per quanto fosse ormai scontato.

Un progetto che andava contro sia la legge vigente, che prevede la priorità dell’uso potabile su quello industriale, sia contro i risultati del referendum sull’acqua, visto che avrebbe portato ad una sostanziale privatizzazione della risorsa idrica della Val di Cecina.

Ricordiamo che il progetto prevedeva, nella sua prima versione,  di usare per l’industria l’acqua pulita delle falde e per l’uso potabile di utilizzare l’acqua inquinata delle piene del Cecina stoccata negli appositi laghetti.

Quali prospettive si aprono ora per la Val di Cecina? Noi riteniamo che l’industria debba continuare a svolgere un ruolo importante nella nostra economia ma che sia giunto il tempo di fissare alcuni paletti perché l’uso delle risorse sia più sostenibile per la nostra valle articolandosi su tre punti.

In primis le concessioni per l’estrazione del sale debbono garantire un maggior rispetto per le generazioni future evitando di esaurire tale preziosa risorsa in tempi brevi. Devono essere garantite maggiormente le lavorazioni ad alto valore aggiunto.

Per quanto riguarda l’acqua devono essere messe in cantiere soluzioni di vasto respiro, in grado di risolvere definitivamente il problema, come l’invaso di Pian di Goro. Inoltre bisogna rivedere le tariffe per uso industriale un cui aumento è ampiamente sostenibile senza incidere sui profitti dell’industria e garantire in caso di scarsità di risorse la priorità all’uso potabile ed agricolo.

Infine i nostri politici devono garantire un maggiore ritorno economico delle royalties per le concessioni minerarie sul territorio, altrimenti, visto la crisi occupazionale, la Solvay verrà sempre più vista, giustamente, come un corpo estraneo per il territorio.

A Montescudaio bisognerà invece dare finalmente corso ad un processo di rinaturalizzazione, bonifica e fruibilità turistica della zona dei laghetti di Casagiustri, una vera ricchezza naturale per la nostra zona. Finora su questo l’impegno dell’Amministrazione Fedeli è stato pari a zero, e dubitiamo fortemente che il sindaco sia minimamente interessato alla questione. Un vero peccato perché si tratta di un patrimonio nascosto e poco fruibile.

 

 

 

 

Nessun commento finora

Lascia un commento

Note: Puoi usare alcuni tag XHTML nei commenti. La tua email non sarà mai pubblicata

Iscriviit ai commenti via RSS