Tommaso Cotronei: cattiverie e vecchi rancori ora il paese è spaccato e ferito

2009 luglio 3
by Fabio Tinelli Roncalli

LETTERA DEL DOTTOR COTRONEI DOPO L’INSEDIAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE

Mi vedo costretto a scrivere queste righe per difendermi dai provocatori attacchi che ormai da qualche tempo mi sono rivolti.

Sono sempre stato una persona profondamente riservata e schiva dei riflettori, del resto la riservatezza contraddistingue il mio lavoro e non posso fare a meno di applicarla ad ogni aspetto della mia vita.

Innanzitutto voglio precisare che l’iniziale incertezza a candidarmi era legata al timore di dar vita ad un clima come quello attuale: credo fermamente nella democrazia, in tutte le sue espressioni, ma sono anche consapevole del fatto che Montescudaio, che peraltro amo profondamente, sia un paese difficile, in cui anche un semplice gesto, pur espressione della più alta libertà politica, tende ad essere vissuto come un affronto personale.

Ciò che più temevo era il rinvigorirsi di antichi asti, rancori, invidie ed odi repressi. Purtroppo la decisione di candidarmi e partecipare alla competizione politica invece di portare ad un civile e leale confronto sulle idee, sui programmi e sulla visione del futuro di Montescudaio, ha portato soltanto all’incrudelirsi degli animi.

Il mio avversario mi ha più volte dipinto come un “mostro del cemento”, un “palazzinaro”, uno che è colluso con gli imprenditori. In realtà ho sempre agito nella correttezza, non ho mai subito i ricatti di nessuno, né ho mai accettato favori in cambio di qualcosa. Il mio apporto alla vita amministrativa è stato sempre disinteressato e i cosiddetti “errori” che posso aver fatto sono attribuibili ad una non corretta valutazione, ma mai a mala fede od interesse personale.

Mi si accusa di essere un “avventuriero”, piovuto sulla scena politica solo per meschini interessi personali. Il mio avversario ha più volte sostenuto che con lui ha vinto la Politica sull’improvvisazione. È vero, io non sono un uomo politico, né lo sono mai stato, e questa è forse la mia debolezza, ma anche la mia forza. Avevo scelto una lista civica, di persone disinteressate, con cui in passato avevo avuto anche qualche scontro, ma comunque sempre corretto e leale. Avevo avuto contatti anche con Ciabatti, l’altro candidato sindaco, che però è esponente di uno schieramento politico ben definito. Ho preferito non scegliere un partito politico, non per vigliaccheria, ma perché il mio unico obiettivo era dare un’alternativa e soprattutto perché mi sarei sentito un vile a non dare una possibilità a tutti coloro, che erano tanti, del resto ho preso quattrocento voti, che me lo chiedevano con tanto affetto ed umiltà.

Dopo la campagna elettorale e la sconfitta ho preferito rimanere in disparte, tirarmi fuori dalla scena; volevo evitare le polemiche in ogni modo. Speravo che il mio avversario fosse appagato dalla vittoria e che questa fosse un premio sufficiente per superare la rivalità e cominciare a lavorare per il futuro. In fondo le partite  più belle sono quelle a lungo combattute e vincere su un avversario forte, quale mi ritengo essere stato, è sempre una bella soddisfazione.

Non è stato così, Montescudaio ora è un paese spaccato, in cui regna indisturbato il rancore, in cui chi ha vinto cerca di imporsi rabbiosamente sullo sconfitto, facendo spostare un motorino da dove è sempre stato o impedendo ad una donna anziana e sola di annaffiare un piccolo orticello con l’acqua di una fonte pubblica.

L’ultimo atto di questa degenerazione è stata la seduta di insediamento del Consiglio Comunale in cui invece di fare dichiarazioni propositive e manifestare l’intenzione di essere il “sindaco di tutti”, il dott. Pellegrini ha preferito fare una filippica sulla persona malvagia e poco corretta che sarei, insinuando anche che ho fatto campagna elettorale negli ambulatori. Ciò mi offende enormemente: credo profondamente nella mia professione e ritengo di essere sempre stato corretto, scindendo quello che è il medico da quello che è l’uomo Tommaso Cotronei.

Proprio questo mi ha rafforzato nella convinzione di aver fatto bene a rassegnare le dimissioni prima dell’insediamento: non avrei potuto trattenere l’impulso  di rispondere a tante provocazioni.

Voglio augurarmi che questo atteggiamento sia solo il frutto dell’adrenalina portata dall’agone elettorale e  che il Sindaco in carica vorrà dare la possibilità ad ogni civile opposizione di esprimersi. Spero che la mia uscita definitiva dalla scena politica potrà rasserenare gli animi, così agitati.

Mi auguro che Aurelio Pellegrini possa essere il Sindaco almeno “di  coloro che lo amano” anche se lo invito a rivedere questa sua scelta perché nel bene o nel male per cinque anni sarà il sindaco di tutti i cittadini di Montescudaio, con i quali dovrà confrontarsi e nell’interesse dei quali dovrà comunque amministrare.

Tommaso Cotronei

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