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	<title>Montescudaio - Insieme per cambiare</title>
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		<title>Confermata la tassa “SAT”! Inizia la ribellione dei cittadini</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 16:29:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Tinelli Roncalli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Tirrenica]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo dal Coordinamento NO SAT contro l’Autostrada Tirrenica: Noi del coordinamento territoriale NoSat non possiamo certo dirci stupiti del comunicato dove SAT respinge le prescrizioni della Regione, visto che lo avevamo denunciato da tempo, ma siamo profondamente delusi e indignati per l’atteggiamento delle istituzioni. La SAT ha risposto alle richieste delle Regione Toscana in modo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://insiemepercambiare.montescudaio.com/wp-content/uploads/2012/02/341280_239935049412219_210653082340416_624942_1739514016_o.jpg"><img src="http://insiemepercambiare.montescudaio.com/wp-content/uploads/2012/02/341280_239935049412219_210653082340416_624942_1739514016_o-300x224.jpg" alt="" title="NOSAT" width="300" height="224" class="alignleft size-medium wp-image-887" /></a><em>Riceviamo dal Coordinamento NO SAT contro l’Autostrada Tirrenica:<br />
</em><br />
Noi del coordinamento territoriale NoSat non possiamo certo dirci stupiti del comunicato dove SAT respinge le prescrizioni della Regione, visto che lo avevamo denunciato da tempo, ma siamo profondamente delusi e indignati per l’atteggiamento delle istituzioni.<br />
La SAT ha risposto alle richieste delle Regione Toscana in modo arrogante, confermando quanto la sua posizione sia solo legata a interessi finanziari e speculativi, lontanissimi da quelli dei cittadini. Ha congelato il progetto a sud di Grosseto, zona dove si attende la messa in sicurezza dell’Aurelia da 60 anni e confermato solo il finto adeguamento del tratto di Variante Aurelia da Rosignano a Grosseto, cancellando ogni altra opera, complanari comprese, perché avrebbero fatto concorrenza all’autostrada.<br />
In pratica si darà una verniciata ai cartelli blu della superstrada che diventeranno verdi e tutti, ripetiamo tutti, pagheranno inevitabilmente un salatissimo pedaggio autostradale, il più caro d’Europa, senza alternative e senza sapere perché, dimostrando come le ventilate esenzioni per i residenti fossero solo uno specchietto per le allodole, agitato per far accettare la truffa ai cittadini.<br />
Ora il Re è nudo! Tra pochi mesi, inizio maggio, scatterà il primo balzello a favore dei soci SAT, con l’apertura dei nuovi caselli, 70–80 centesimi per percorrere 4 km (San Pietro in Palazzi e Rosignano) di un’ottima Variante gratuita trasformata in una finta e pessima autostrada a pagamento, una gabella pesantissima sui pendolari, visto che il 60% del traffico è “locale”, utile solo a sanare i bilanci dei soci SAT, e tutto questo con il silenzio assenso delle istituzioni.<br />
Il coordinamento NoSat, che ha unito volontari da Rosignano a Grosseto, sta studiando tutte le forme possibili di protesta per fermare questa truffa ai danni dei cittadini e non ha nessuna intenzione di arrendersi né alle prepotenze della SAT né, soprattutto, al silenzio inerte di troppi amministratori locali, provinciali e regionali che invece di alzare la voce e difendere i diritti dei cittadini soggiacciono proni, e speriamo non collusi, al diktat arrogante di un privato o fanno dichiarazioni da dove traspare che sarebbero disposti a vendere un bene comune (la Variante Aurelia) in cambio di un tozzo di pane, si chiami esso bretella, passante o minima esenzione.</p>
<p>Il Coordinamento NoSat non si arrende, continuerà a ritmo serrato la raccolta firme e le riunioni per informare i cittadini della truffa che si sta compiendo a loro danno, cercando di bloccare il progetto SAT e sollecitare la politica a riscattare la sua dignità, se ancora ne ha una.</p>
<p>Coordinamento Territoriale “NoSat“<br />
Angela Porciani – Rosignano M.<br />
Tiziana Falorni – Alta Val di Cecina<br />
Alessandro Lucibello Piani – Riparbella/Castellina<br />
Fabio Tinelli Roncalli – Montescudaio/Cecina<br />
Luciano Panicucci – Casale M./Guardistallo<br />
Massimo Cacciagli – Bibbona<br />
Paolo Francini – Castagneto C.<br />
Claudio Paci – Piombino<br />
Giuliano Parodi – Suvereto<br />
Ubaldo Giardelli – Coord. Ambientalisti Grosseto<br />
Vanni Zampini – Legambiente </p>
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		<title>Montescudaio: quando finirà il degrado nella zona del Castello e del Poggiarello?</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 15:22:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Tinelli Roncalli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Castello]]></category>

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		<description><![CDATA[Già oltre un milione di mezzo di euro l’amministrazione Pellegrini ha speso per i lavori così detti di “riqualificazione” per la zona del Castello e del Poggiarello, con due opere di cui è progettista e direttore dei lavori l’Arch. Sonetti. Peccato che passati ormai quasi 5 anni dall’inizio delle procedure, di tale riqualificazione non si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://insiemepercambiare.montescudaio.com/wp-content/uploads/2012/02/20120219_135520.jpg"><img class="size-medium wp-image-875 aligncenter" title="Cipressi Castello" src="http://insiemepercambiare.montescudaio.com/wp-content/uploads/2012/02/20120219_135520-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p>Già oltre un milione di mezzo di euro l’amministrazione Pellegrini ha speso per i lavori così detti di “riqualificazione” per la zona del Castello e del Poggiarello, con due opere di cui è progettista e direttore dei lavori l’Arch. Sonetti. Peccato che passati ormai quasi 5 anni dall’inizio delle procedure, di tale riqualificazione non si sia vista nemmeno l’ombra, anzi la zona versi in un degrado scandaloso. L’angolo più bello di Montescudaio è un cantiere aperto e degradato con rifiuti ovunque. Le parti già completate risentono già dopo pochi mesi dell’usura del tempo e degli eventi atmosferici: il cosiddetto “pontile di legno” è già segnato dal tempo e presenta lacerazioni, la ringhiera di metallo è arrugginita e in molti punti divelta, il muro già scrostato, i cipressi da poco piantati divelti dal vento e abbandonati per terra. I lavori sono ormai fermi da molto tempo e non è dato sapere quando riprenderanno. E’ evidente che in fase di progettazione o di esecuzione dei lavori sono stati commessi marchiani errori e ci domandiamo: qualcuno pagherà per questo o come al solito pagherà Pantalone?<br />
<a href="http://insiemepercambiare.montescudaio.com/wp-content/uploads/2012/02/20120219_135737.jpg"><img src="http://insiemepercambiare.montescudaio.com/wp-content/uploads/2012/02/20120219_135737-300x225.jpg" alt="" title="Cantiere Castello" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-877" /></a></p>
<p><span id="more-873"></span></p>
<p><a href="http://insiemepercambiare.montescudaio.com/wp-content/uploads/2012/02/20120219_140211.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-878" title="Spazzatura Castello" src="http://insiemepercambiare.montescudaio.com/wp-content/uploads/2012/02/20120219_140211-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a><br />
<a href="http://insiemepercambiare.montescudaio.com/wp-content/uploads/2012/02/20120219_135554.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-876" title="Muro Castello" src="http://insiemepercambiare.montescudaio.com/wp-content/uploads/2012/02/20120219_135554-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><br />
<img class="alignleft size-medium wp-image-874" title="Ringhiera Castello" src="http://insiemepercambiare.montescudaio.com/wp-content/uploads/2012/02/20120219_135437-e1329663923677-300x228.jpg" alt="" width="300" height="228" /></p>
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		<title>Consorzi di bonifica: ora si parte con il referendum abrogativo</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 11:49:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Tinelli Roncalli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Bonifica]]></category>

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		<description><![CDATA[Vista l’inerzia della Regione Toscana, che aveva promesso una legge in materia per l’estate scorsa, i cittadini si organizzano per chiedere l’abrogazione della Legge Regionale sui consorzi di bonifica. Di seguito il comunicato: E’ proprio una vittoria senza ma e senza se quella ottenuta dal “Comitato No Consorzi” e dalle liste civiche “Insieme per cambiare”, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vista l’inerzia della Regione Toscana, che aveva promesso una legge in materia per l’estate scorsa, i cittadini si organizzano per chiedere l’abrogazione della Legge Regionale sui consorzi di bonifica. Di seguito il comunicato:</p>
<p>E’ proprio una vittoria senza ma e senza se quella ottenuta dal “Comitato No Consorzi” e dalle liste civiche “Insieme per cambiare”, perché i primi novanta  ricorsi esaminati dalla commissione tributaria provinciale sono  stati tutti vinti dai ricorrenti.<br />
Questo significa per noi esponenti della società civile grande soddisfazione per aver ottenuto una vittoria cosi netta, che ha riportato giustizia tra tutti  coloro che hanno creduto nella nostra azione di ricorrere contro questo balzello.<br />
Occorre ricordare che come “Comitato No Consorzi” e come “Federazione liste civiche Insieme per cambiare“ abbiamo prodotto molta informazione, sia diretta che tramite stampa, per spiegare ai cittadini  che bisognava autodifendersi da questa imposizione che  la ex Comunità Montata ha  deciso d’applicare a tutti i proprietari di immobili e di terreni senza prima valutare se avessero ricevuto “un beneficio diretto e specifico di natura fondiaria in ragione dell’opere di bonifica realizzate”.<br />
Questo lavoro ci ha permesso di arrivare a molte centinaia di persone che hanno deciso di ricorrere contro questa gabella e che oggi hanno avuto la loro soddisfazione. E’ da precisare che tra gli oltre  trecento ricorrenti  circa 75% ha speso per far ricorso una cifra  pari o di poco inferiore  all’importo  del bollettino emesso dalla Comunità Montana.<br />
Il  dato significa che nei cittadini c’è stata convinzione e non semplice convenienza nel fare ricorso e questo deve far riflettere gli amministratori e i politici che continuando a tassare senza una legittima motivazione la politica sarà sempre meno rappresentativa. Altro dato d’analizzare è che la somma per cui i cittadini hanno ricorso ammonta circa a ventimila euro.<br />
Ci chiediamo a questo punto se  la ex  Comunità Montana  o l’Unione dei Comuni  intenderanno fare ricorso alle commissioni regionali e se così facendo andranno a spendere più o meno di ventimila euro di soldi pubblici? Come abbiamo già detto come “Comitato No Consorzi” non organizzeremo più ricorsi ma andremo a fare una serie di assemblee per indire un referendum per l’abrogazione di alcuni articoli della legge regionale in materia e per organizzare la richiesta di rimborso per tutti  coloro che hanno pagato la quota relativa agli anni 2008 — 2009.<br />
Comunichiamo che nel di marzo inizieranno le assemblee nei vari paesi.</p>
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		<title>Consorzi di bonifica: i cittadini vincono</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 16:06:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Tinelli Roncalli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Bonifica]]></category>

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		<description><![CDATA[Vittoria per i cittadini ingiustamente vessati dalle rapaci grinfie dello Stato che continua a chiedere soldi senza fornire in cambio i servizi che dovrebbe, vittoria contro i carrozzoni che continuano a chiedere soldi per mantenere le proprie burocrazie si chiamino Consorzi, Comunità Montane o Unioni dei Comuni, vittoria contro i Sindaci che in ragione del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vittoria per i cittadini ingiustamente vessati dalle rapaci grinfie dello Stato che continua a chiedere soldi senza fornire in cambio i servizi che dovrebbe, vittoria contro i carrozzoni che continuano a chiedere soldi per mantenere le proprie burocrazie si chiamino Consorzi, Comunità Montane o Unioni dei Comuni, vittoria contro i Sindaci che in ragione del quieto vivere e degli interessi di partito si dimenticano di fare l’interesse dei cittadini.</p>
<p>La Commissione Tributaria provinciale di Pisa ha accolto tutti i primi 90 ricorsi discussi contro il balzello chiesto dalla Comunità Montana per conto del Consorzio di Bonifica della Val di Cecina, accogliendo le argomentazioni presentate dai ricorrenti.</p>
<p>Ci auguriamo che il Consorzio di Bonifica non intenda ricorrere in appello. Qualora ciò succedesse ci attiveremo sicuramente perché la Corte dei Conti valuti la responsabilità di Amministratori pubblici che insistono a difendere cause perse non con i propri soldi ma con quelli dei cittadini.</p>
<p>Clicca sull’immagine per leggere l’articolo del Tirreno del 14 febbraio 2012.<br />
 <a href="http://insiemepercambiare.montescudaio.com/wp-content/uploads/2012/02/BonificaVittoria.jpg"><img src="http://insiemepercambiare.montescudaio.com/wp-content/uploads/2012/02/BonificaVittoria-300x111.jpg" alt="" title="BonificaVittoria" width="300" height="111" class="alignleft size-medium wp-image-867" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Eolico, come ENEL butta via i nostri soldi…</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 13:25:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Tinelli Roncalli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Eolico]]></category>

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		<description><![CDATA[Apprendiamo che ENEL avrebbe presentato l’ennesimo progetto di una centrale eolica sul Poggio di Canneto, a Monteverdi M.mo. Si tratta del quinto (o forse del quarto, abbiamo ormai perso il conto) progetto presentato in quel luogo. Dopo che tutti i progetti precedenti sono stati o bocciati dalla Regione o ritirati dal proponente per grossolani errori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Apprendiamo che ENEL avrebbe presentato l’ennesimo progetto di una centrale eolica sul Poggio di Canneto, a Monteverdi M.mo. Si tratta del quinto (o forse del quarto, abbiamo ormai perso il conto) progetto presentato in quel luogo. Dopo che <strong>tutti i progetti precedenti sono stati o bocciati dalla Regione o ritirati dal proponente per grossolani errori</strong> ci stupiamo di questa insistenza e ce ne domandiamo i motivi. Se ENEL deve recuperare dei soldi, incautamente anticipati al Comune di Monteverdi, farebbe bene ad affidarsi ad un’agenzia di recupero crediti, invece di continuare a presentare progetti eolici.</p>
<p>Approfittiamo dell’occasione <strong>per ricordare ai cittadini, ed in particolare agli utenti del servizio elettrico rimasti coinvolti nei numerosi blackout a causa della neve, come vengono impiegati i soldi delle nostre bollette. Invece di fare i dovuti interventi di manutenzione e di miglioramento delle linee elettriche, che ormai stanno in piedi per miracolo, si pagano decine di ingegneri e consulenti per realizzare progetti del tutto inutili</strong>, che se verranno realizzati costeranno ingenti somme alla collettività per gli incentivi e non garantiranno alcuna produzione affidabile di energia elettrica.</p>
<p><strong>La Federazione delle Liste Civiche Insieme per Cambiare ribadisce la propria contrarietà a qualunque progetto di maxi eolico sul Poggio di Canneto</strong>, di fronte al borgo di Lustignano, in una zona di grande rilevanza paesaggistica, interessata da frane e a pochi metri da un’area protetta inserita nella rete Natura 2000 e preannuncia che formulerà le proprie osservazioni contrarie a questo progetto, come successo con i progetti precedenti, confortato in questo anche dalle recenti pronunce della Regione Toscana che hanno bocciato la centrale di Monterotondo con motivazioni simmetricamente applicabili alla centrale in progetto a Monteverdi. </p>
<p>Per la Lista Civica Insieme per Cambiare Monteverdi M.mo<br />
Il Capogruppo Consiliare<br />
Massimo Manetti</p>
<p>Per la Lista Civica Insieme per Cambiare Pomarance<br />
Il Capogruppo Consiliare<br />
Loriano Fidanzi</p>
<p>Per la Lista Civica Insieme per Cambiare Montescudaio<br />
Il Capogruppo Consiliare<br />
Fabio Tinelli Roncalli</p>
<p>Per la Lista Civica Insieme per Cambiare Riparbella<br />
Alessandro Lucibello Piani</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Laghetti di Casagiustri: bene Pellegrini ma serve una forte azione politica</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 16:37:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Tinelli Roncalli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Casagiustri]]></category>
		<category><![CDATA[Solvay]]></category>

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		<description><![CDATA[Non possiamo che essere soddisfatti di come, dopo la denuncia fatta circa un mese fa del Consigliere Pettorali della Lista Civica Insieme per Cambiare, il Sindaco di Montescudaio ha interrotto i prelievi d’acqua dagli invasi di Casagiustri. Un po’ meno soddisfatti siamo per la tempistica visto che il mese passato ha consentito alla Solvay di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non possiamo che essere soddisfatti di come, dopo la denuncia fatta circa un mese fa del Consigliere Pettorali della Lista Civica Insieme per Cambiare, il Sindaco di Montescudaio ha interrotto i prelievi d’acqua dagli invasi di Casagiustri. Un po’ meno soddisfatti siamo per la tempistica visto che il mese passato ha consentito alla Solvay di svuotare gli invasi in un periodo di disastrosa siccità invernale, togliendo acqua preziosa alla collettività.</p>
<p>E’ un momento in cui, a causa dei numerosi casi di inquinamento che coinvolgono la nostra zona, ognuno deve prendere coscienza di come l’acqua sia un bene prezioso e pubblico, come sancito dai referendum, e non possa più essere svenduto ai privati come successo in passato. Abbiamo assistito con preoccupazione alle decisioni della Regione che consegna ancora una volta alla Solvay preziose risorse idriche della Val di Cecina senza adeguate contropartite.</p>
<p>A nostro parere, visto che a parole tutti gli amministratori della zona sono concordi, è giunto il momento per una iniziativa politica di ampio respiro. Il problema dell’acqua nella Val di Cecina non può essere risolto a Montescudaio, a Volterra o altrove: va affrontato in maniera unitaria dall’Alta Val di Cecina a Rosignano. E’ necessario ripensare drasticamente le modalità di approvvigionamento e di consumo secondo una logica globale e dimostrando di essere capaci di una politica di area che vada a beneficio dei cittadini, sia quando sono consumatori di acqua sia quando sono dipendenti di aziende per cui l’acqua è una risorsa. Bisogna sapere quanta acqua possiamo avere a disposizione, quanta serve alla popolazione, quanta ne può usare l’industria, che non va demonizzata, e quanta se ne può prelevare senza creare danni all’ambiente. L’industria dal canto suo deve comportarsi in modo responsabile, rendendo conto degli utilizzi idrici, cosa che gli amministratori non hanno mai preteso e pagando l’acqua che preleva in modo equo.</p>
<p>E’ il momento di rivedere i progetti presentati per capire se sono realmente efficaci o se sono il risultato di una quarantennale sudditanza della politica all’industria. Ma il principio fondamentale deve essere che prima vengono i bisogni idrici della popolazione e poi un utilizzo industriale che sia compatibile con l’ambiente. Il Sindaco di Montescudaio non può pensare di risolvere la questione ripristinando una convenzione del 2007 tra il Comune e la Solvay: i tempi sono cambiati.</p>
<p>Per le Liste Civiche Insieme per Cambiare di Montescudaio e Riparbella</p>
<p>Fabio Tinelli Roncalli<br />
Alessandro Lucibello Piani</p>
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		<title>Comincia il saccheggio dei laghetti di Casagiustri?</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 09:53:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Tinelli Roncalli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Casagiustri]]></category>
		<category><![CDATA[Solvay]]></category>

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		<description><![CDATA[Abbiamo ricevuto numerose segnalazioni circa il drammatico calo del livello dell’acqua nei Cavi di Casagiustri, come si può ben vedere dalla foto. A quanto sembra tale emungimento sarebbe cominciato negli ultimi venti giorni. Viene spontaneo il collegamento con l’autorizzazione che la Regione ha dato al progetto IDRO-S il 22 dicembre che prevede che tali cavi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo ricevuto numerose segnalazioni circa il drammatico calo del livello dell’acqua nei Cavi di Casagiustri, come si può ben vedere dalla foto. A quanto sembra tale emungimento sarebbe cominciato negli ultimi venti giorni. Viene spontaneo il collegamento con l’autorizzazione che la Regione ha dato al progetto IDRO-S il 22 dicembre che prevede che tali cavi saranno a completa disposizione della società Solvay per soddisfare le proprie gigantesche necessità idriche.</p>
<p><a href="http://insiemepercambiare.montescudaio.com/wp-content/uploads/2012/01/CaviCasagiustri.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-854" title="CaviCasagiustri" src="http://insiemepercambiare.montescudaio.com/wp-content/uploads/2012/01/CaviCasagiustri-300x71.jpg" alt="" width="450" height="100" /></a></p>
<p>Peccato che tutto ciò cozzi, oltre che con il buonsenso di regalare acqua ad una multinazionale che continua a devastare il territorio, con le ripetute dichiarazioni programmatiche del Sindaco di Montescudaio che ha più volte escluso tale uso, scrivendo nel regolamento urbanistico che tale area dovesse essere destinata ad un uso ricreativo con un ambiente protetto (considerato anche che tale area risulta una delle più importanti della zona per la presenza di un’avifauna ricca e diversificata, secondo uno studio della Provincia di Pisa). L’uso turistico e la protezione dell’ambiente cozzano decismente con l’utilizzo come polmone idrico per le soddisfare le esigenze della Solvay. Ci domandiamo: tali prelievi sono autorizzati? Cosa ha intenzione di fare il Sindaco di Montescudaio? le belle parole utilizzate nel Regolamento Urbanistico e in molti Consigli Comunali rimarranno solo sulla carta?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Poggio Gagliardo: un mostro ecologico e nessun colpevole??</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 16:13:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Tinelli Roncalli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Bonifica]]></category>
		<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[Poggio Gagliardo]]></category>

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		<description><![CDATA[Sulla vicenda dell’inquinamento di Poggio Gagliardo, conclusasi con l’assoluzione di tutti gli imputati , non possiamo che sottoscrivere in pieno quanto scritto ieri da un lettore del Tirreno, Sandro Betti di Cecina: Sotto Poggio Gagliardo, a nord di Cecina, giace un mostro ecologico fatto di due o tre sostanze dal nome complicato e dall’effetto molto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sulla vicenda dell’inquinamento di Poggio Gagliardo, conclusasi con l’assoluzione di tutti gli imputati , non possiamo che sottoscrivere in pieno quanto scritto ieri da un lettore del Tirreno, Sandro Betti di Cecina:</p>
<blockquote><p>Sotto Poggio Gagliardo, a nord di Cecina, giace un mostro ecologico fatto di due o tre sostanze dal nome complicato e dall’effetto molto semplice; rendono veleno la falda da cui, tramite il pozzo n. 14, arriva una parte dell’acqua dei nostri rubinetti. Queste sostanze non sono autoctone, ci sono state buttate da qualcuno e vista la quantità spaventosa è presumibile che sia stata una cosa che è andata avanti nel tempo.<br />
 Sopra Poggio Gagliardo, esattamente sulla verticale del mostro, c’era una conceria di proprietà del signor Massini. Questa fabbrica è stata lì diversi decenni e faceva uso proprio di quelle sostanze dal nome complicato: ne faceva un uso massiccio.<br />
 Qualche sospettoso ha ipotizzato un legame fra le due cose e la faccenda è finita in tribunale. Il quale tribunale, con una sentenza di rara audacia, ha stabilito che fra il sopra e il sotto non c’è alcuna relazione. Siccome le sentenze fanno giurisprudenza e affermano principi, d’ora in poi se sentite puzzo di fritto nel condominio è qualcuno che sta facendo il minestrone; se sentite puzzo di fogna in bagno è vostro figlio che si è dato il borotalco, e se il televisore non va cercate un idraulico. Le cose stanno così, ce lo garantisce anche il rassicurante sorriso che i due Massini, padre e figlio, hanno concesso in fotografia ai lettori del Tirreno.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Golf di Bibbona: bloccare la peggiore speculazione edilizia degli ultimi 20 anni</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 15:42:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Tinelli Roncalli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Bibbona]]></category>
		<category><![CDATA[Golf]]></category>

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		<description><![CDATA[Golf di Bibbona: bloccare la peggiore speculazione edilizia degli ultimi 20 anni Apprendiamo  che il gruppo di cementificatori interessati alla realizzazione di un campo da golf e del relativo megavillaggio turistico residenziale di oltre 20.000 metri quadri  nel Comune di Bibbona non si arrende di fronte alla valanga di pareri contrari delle autorità competenti e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Golf di Bibbona: bloccare la peggiore speculazione edilizia degli ultimi 20 anni</strong></p>
<p>Apprendiamo  che <strong>il gruppo di cementificatori interessati alla realizzazione di un campo da golf e del relativo megavillaggio turistico residenziale di oltre 20.000 metri quadr</strong>i  nel Comune di Bibbona <strong>non si arrende di fronte alla valanga di pareri contrari</strong> delle autorità competenti e ripresenta il progetto alla Regione Toscana per la valutazione di Impatto Ambientale, dopo che gli Uffici Regionali hanno bocciato il primo progetto presentato, che era stato sottoposto al meno stringente processo di Verifica.</p>
<p>Come è del tutto evidente a chi abbia letto il progetto preliminare <strong>la questione della pratica del golf altro non è che una scusa per costruire un immenso complesso turistico in una zona altamente tutelata</strong>, a poca distanza da Bolgheri. Il progetto prevede un albergo di mq 4.330, un centro congressi di mq 884 un ristorante di mq 1.012 una foresteria di mq 144, un centro benessere di mq 1880, un complesso residenziale di mq complessivi 8.169, una club house di mq 1.150, un centro commerciale di mq 3.850, più una pari superficie di nuove strade e parcheggi.</p>
<p>Ricordiamo e sottoscriviamo pienamente il giudizio espresso dalla Sovrintendenza:</p>
<p>“<strong><em>Parere contrario</em></strong><em>. La realizzazione del campo da golf <strong>non giustifica la nuova volumetria</strong> proposta. Il progetto dei quattro comparti edificatori costruiti così come proposto, inserito in un contesto agricolo-rurale<strong>, non ha riferimenti con le tipologie edilizie esistenti e presenti</strong> nella zona in questione interessata dall’intervento.”;</em><em></em></p>
<p>Per quanto riguarda gli aspetti paesaggistici ricordiamo che hanno dato pareri negativi anche i competenti Uffici della Provincia e della Regione. Ma oltre all’aspetto paesaggistico <strong>non si può tacere il devastante impatto che il progetto avrebbe sulle falde acquifere della zona</strong>.  Sia per l’acqua necessaria al campo da golf, sia per l’acqua potabile necessaria al nuovo megainsediamento,  sia per gli scarichi delle acque reflue<strong>. La zona di Bibbona è già critica per due aspetti: la presenza di nitrati e l’ingresso di acque salmastre</strong>. Il carico addizionale sulle reti, stimato in circa 1000 abitanti equivalenti e concentrato nel già critico periodo estivo avrebbe un effetto drammatico sull’ecologia della zona. Va segnalato che per questi motivi <strong>le autorità competenti, il Bacino Toscana Costa e l’AATO nr. 5 hanno espresso pesanti rilievi al progetto</strong>.</p>
<p>Si tratta dell’ennesimo abbaglio di chi non è in grado di capire che <strong>il modello di sviluppo dei nostri paesi deve essere diverso da quello dell’edificazione selvaggia</strong>, che rimane tale anche se mascherata dal verde di un campo da golf. <strong>E’ tempo di smettere di concedere ai privati l’uso indiscriminato di un bene pubblico come l’acqua</strong> e di rispettare il voto referendario.</p>
<p>Per la Federazione Liste civiche Insieme per Cambiare Fabio Tinelli Roncalli</p>
<p>Per la Lista Civica l’Altra Bibbona  Mario Caciagli</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>Si allega un sunto delle principali criticità riscontrate dagli enti competenti in occasione dell’analisi del progetto sottoposto a verifica nel 2010.</p>
<p> <span id="more-846"></span></p>
<p><strong>Campo da Golf  di Bibbona: elementi di criticità</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>104</strong> ettari di territorio interessato</p>
<p><strong>21.419</strong> metri quadri di nuove edificazioni</p>
<p><strong>316.000 </strong>mc di movimento terra</p>
<p><strong>136.800</strong> mc di necessità idrica annua per irrigazione del campo da golf</p>
<p>Fabbisogno di acqua potabile per <strong>750‑1000</strong> abitanti equivalenti</p>
<p>Necessità di utilizzo massiccio di concimi azotati e prodotti fitosanitari</p>
<p>Situato nella zona dell’acquifero costiero di Bibbona, che presenta condizioni di criticità per l’ingresso di acqua salmastra e l’arricchimento di nitrati</p>
<p> </p>
<p><em>Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio, per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico per le province di Pisa e Livorno:</em></p>
<p><em>“</em><strong>Parere contrario</strong>. La realizzazione del campo da golf non giustifica la nuova volumetria proposta. Il progetto dei quattro comparti edificatori costruiti così come proposto, inserito in un contesto agricolo-rurale, <strong>non ha riferimenti con le tipologie edilizie esistenti e presenti nella zona </strong>in questione interessata dall’intervento. Inoltre la scelta delle soluzioni architettoniche delle tipologie non ha alcun dialogo tra natura-territorio e costruito. L’intervento <strong>non pare configurarsi come riqualificazione</strong> in un’area peraltro prettamente rurale, in quanto prevede evidenti lottizzazioni localizzate tra preesistenze diluite, sporadiche e campagna per cui configura le aree con una diversa connotazione urbanistica che <strong>trasforma il territorio da rurale a periurbano</strong>, inoltre la progettazione evidenzia interventi edificatori isolati e non indica le esigenze di collegamento viario che verrebbero a crearsi.”;</p>
<p><em>Settore Pianificazione territoriale della Regione Toscana:</em></p>
<p>“In conclusione, oltre alle carenze sopra evidenziate, si ritiene che gli interventi, desumibili dagli elaborati trasmessi per la Verifica di assoggettabilità, <strong>siano di rilevante impatto sul contesto paesaggistico– territoriale di riferimento e non risultino coerenti e compatibili con il PIT</strong> e con la scheda di paesaggio di riferimento”</p>
<p><em>Provincia di Livorno</em></p>
<p>“Il PTC (Piano Territoriale di Coordinamento) riconosce la preminente rilevanza strutturale e funzionale della matrice paesaggistica rurale in relazione ai valori naturalistici ed ecosistemici, storici e culturali, e visuali del paesaggio contenuti nel PIT. In relazione a quanto sopra, il PTC per il sistema funzionale dell’agricoltura, individua alcuni obiettivi prestazionali di salvaguardia e promozione dell’attività agricola, tra i quali il limitare l’introduzione di funzioni in antitesi nel territorio rurale mediante destinazioni d’uso diverse dalla funzione agraria e favorendo il ruolo multifunzionale dell’imprenditore agricolo professionale con attività complementari a quella aziendale (art. 37.1 Disciplina).</p>
<p>Pertanto, <strong>la previsione realizzativa di un campo da golf nell’area individuata, anche in relazione alla prospettata variante, è da ritenersi in contrasto con l’obiettivo di cui sopra e pertanto non coerente con il vigente PTC</strong>”</p>
<p><em>Bacino Toscana Costa</em></p>
<p>“l’area d’intervento interessa l’acquifero costiero di Bibbona, per il quale lo Studio “ Corpi idrici a criticità del Bacino Toscana Costa e relativi limiti d’uso in riferimento all’obiettivo di equilibrio del bilancio idrico” <strong>individua condizioni di criticità connesse a fenomeni di ingressione di acqua salmastra e di arricchimenti in nitrati</strong>. Criticità confermate anche dal ‘Piano di Gestione del Distretto Appennino Settentrionale’ recentemente adottato, che individua specifiche misure di miglioramento quali/quantitativo.”</p>
<p><em>AATO Toscana 5</em></p>
<p>- attese le dimensioni delle strutture ricettive previste nel progetto, “si presume <strong>un carico di punta potenziale di circa 750 – 1000 AE, sensibilmente maggiore di quello ipotizzato dai progettisti</strong>”;</p>
<p><strong>-“ il sito ricade interamente all’interno dell’area vulnerabile da nitrati</strong> di origine agricola individuata dalla DCR n. 170/2003 a cui si applica il Regolamento approvato con DPGR 32/R 2006. Di tale circostanza è necessario tener conto nella valutazione della sensibilità ambientale delle aree che possono risentire dell’impatto del progetto, come previsto all’Allegato D della L. R. 10/2010”;</p>
<p>- “si <strong>segnala inoltre la presenza di pozzi di approvvigionamento idropotabile</strong> ubicati in vicinanza del sito e di cui si segnala la necessità di tutela quali/quantitativa della risorsa”;</p>
<p><em>Ufficio Valutazione Impatto Ambientale Regione Toscana</em></p>
<p>-       atteso che la realizzazione del sistema drenante del campo da golf, che attraverso apposite canalizzazioni interrate convoglierà l’acqua verso i bacini di raccolta e verso l’impianto d’irrigazione, <strong>crea un sistema chiuso, con ricircolo dell’acqua, e di fatto determina una impermeabilizzazione del suolo con drastica diminuzione dell’infiltrazione efficace per la ricarica della falda</strong>, manca una specifica analisi degli impatti di tale realizzazione</p>
<p>-       il Piano di Gestione delle Acque del Distretto Appennino Settentrionale (adottato nella seduta del Comitato Istituzionale dell’Autorità di bacino del fiume Arno del 24 febbraio 2010) indica lo stato attuale del Corpo idrico costiero tra Fiume Cecina e S. Vincenzo come “scarso”; — per gli acquiferi in condizioni di criticità per deficit di risorsa, il Piano di Tutela delle Acque della Regione Toscana prevede alcune misure tra le quali:  “<strong><em>nei corpi idrici sotterranei a grave deficit di bilancio idrico ed in quelli interessati da fenomeni di ingressione di acque marine, non possono essere rilasciate nuove concessioni di derivazione, ad eccezione delle concessioni ad uso idropotabile. Qualora siano rilasciate le predette concessioni, la Provincia deve ridurre di una pari quantità le concessioni esistenti ad uso non idropotabile</em></strong>” (art. 5, comma 5);</p>
<p>-       il bilancio idrico indica le necessità, <strong>le modalità per soddisfarle sono indicate soltanto in linea generale</strong> (piogge meteoriche in autunno/inverno, depurazione delle acque del complesso ricettivo, più sei pozzi da utilizzare solamente nella fase iniziale)</p>
<p>-       <strong>l’uso di pozzi,</strong> alcuni situati al di fuori dell’area d’intervento, tutti autorizzati ad uso domestico ad eccezione di uno, <strong>compromette qualitativamente e quantitativamente lo stato della falda della zona</strong>. Inoltre le <strong>portate risultano sovrastimate</strong> sulla base della conoscenza del territorio interessato;</p>
<p>-       <strong>la previsione realizzativa dell’impianto di fito-depurazione</strong> risulta insistere su un’area vulnerabile ai nitrati, e che nelle vicinanze esistono pozzi gestiti da ASA, le modalità previste per lo scarico dei reflui <strong>non è congruente con il fine di salvaguardare la falda acquifera</strong></p>
<p>-       le specie erbacee indicate al punto 3.4 del SIA ed utilizzate per la realizzazione dei <em>green </em>e dei <em>tie </em>richiedono, per il loro impianto e il successivo mantenimento, <strong>un notevole apporto di concimi chimici o chimico-organici azotati, che risulta scarsamente compatibile con la vulnerabilità del territorio ai Nitrati;</strong></p>
<p>-       <strong>i fabbisogni di concimi e fitofarmaci appaiono sottostimati</strong> in confronto a quanto è possibile leggere in letteratura</p>
<p> </p>
<p>Fonte: Progetto sottoposta a Verifica di assoggettabilità, Decreto Dirigenziale 1080/2011 Regione Toscana Settore Valutazione di Impatto Ambientale</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><em> </em></p>
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<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
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<p> </p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Imposta di soggiorno, Pellegrini studi anche un po’ di economia</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 09:31:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Tinelli Roncalli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Imposta di Soggiorno]]></category>
		<category><![CDATA[Pellegrini]]></category>

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		<description><![CDATA[In relazione a quanto apparso sulla Nazione in data odierna ci teniamo a fare alcune precisazioni: Il sindaco di Montescudaio sostiene che la tassa di soggiorno gravi sul turista e non sulla struttura. Il che in teoria sarebbe anche vero se non fosse che lui la tassa l’ha introdotta a Luglio, ovvero quando i prezzi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In relazione a quanto apparso sulla Nazione in data odierna ci teniamo a fare alcune precisazioni:</p>
<ol>
<li>Il sindaco di Montescudaio sostiene che la tassa di soggiorno gravi sul turista e non sulla struttura. Il che in teoria sarebbe anche vero se non fosse che lui <strong>la tassa l’ha introdotta a Luglio, ovvero quando i prezzi per l’anno erano già stati fissati e le prenotazioni prese</strong>. Quindi in molti casi le strutture sono state impossibilitate ad adeguare i prezzi.</li>
<li>Premesso ciò, è piuttosto naif sostenere che se metto una tassa sui consumatori di un’impresa non provoco danni all’impresa. <strong>Il cliente del campeggio si trova a pagar di più per lo stesso servizio e può decidere di andare da un’altra parte</strong>. A noi sembra una cosa talmente elementare che non si dovrebbe nemmeno spiegare il concetto ma evidentemente il Sindaco di Montescudaio non ci arriva. </li>
<li><strong>L’attacco non è stato solo economico ma soprattutto politico</strong>. Il Sindaco ha più volte ribadito che il Campeggio non portava nulla a Montescudaio e di conseguenza ha modulato l’imposta in modo che venisse pagata quasi esclusivamente dal Campeggio e non da altre strutture come gli agriturismi. Il Sindaco di Montescudaio può legittimamente pensare che lo sviluppo turistico di Montescudaio debba avvenire solo con gli agriturismi e adottare le politiche pubbliche che ritiene opportune in tal senso. Certo poi non può lamentarsi se i campeggi chiudono. Se si vuole sviluppare un territorio bisogna creare le condizioni perché le imprese operino con fiducia nell’Amministrazione. Non si può svegliarsi una mattina e mettere una tassa. Pellegrini si è mosso con la stessa grazia di un elefante in una cristalleria.</li>
<li><strong>La revisione (anche pesante ed in senso migliorativo) delle tariffa fatta dall’Amministrazione implica che si è sbagliato in precedenza.</strong> Il Sindaco abbia il coraggio di ammetterlo e impari dai propri errori. Le tariffe sono state determinate con troppa faciloneria e senza tener conto delle parti interessate.</li>
<li><strong>Né Pellegrini, né gli altri Sindaci della zona, hanno minimamente tenuto in conto le condizioni economiche generali</strong>. Imporre una tassa del genere sulla principale attività economica della zona nel momento di peggior crisi economica degli ultimi 60 anni significa solo peggiorare la recessione. I Sindaci pensano ormai solo a far cassa e non sono capaci di ridurre le spese dei Comuni.</li>
<li>Pellegrini, che si vanta delle proprie attenzioni al sociale e del suo essere di sinistra, <strong>ha introdotto un’imposta fortemente regressiva che colpisce chi ha meno</strong> (ovvero chi sceglie  di fare vacanze economiche in campeggio) e esenta chi va in un agriturismo di lusso. Questo in contrasto con l’art. 53 della Costituzione. Chi paga di più sono le famiglie numerose e meno abbienti per cui fare una vacanza rischia di diventare un lusso</li>
<li>A fronte dei 50.000 euro incassati <strong>non abbiamo notato quest’anno un particolare miglioramento dei servizi al turista</strong>, anzi.</li>
<li><strong>I Sindaci della zona si sono dimostrati totalmente incapaci di fare una politica di area sulla questione.</strong> E dire che non si trattava di niente di molto complicato. A quanto sembra l’anno prossimo chi sarà a Cecina pagherà un importo diverso da Montescudaio e Guardistallo sarà esentato. Strutture localizzate nel raggio di 100 metri di distanza potrebbero avere tre imposte di soggiorno diverse. Questo per quanto riguarda la semplificazione la riduzione della burocrazia. <strong>Poi si vuol fare l’Unione dei Comuni se non si è neanche in grado di trovare un accordo su un’aliquota?</strong></li>
<li><strong>Ovviamente questo non vuol dire che non ci si trovi d’accordo con il Sindaco su eventuali cambi d’uso dell’area e apertura a nuove speculazioni edilizie che vanno impedite</strong>. La Lista Civica Insieme per Cambiare ha anzi proposto che fosse il Consiglio Comunale a esprimersi in tal senso con un atto formale. Stiamo ancora aspettando che il Sindaco faccia tale atto che sarà sicuramente condiviso con l’opposizione. Non vorremmo che il Sindaco ci stia ripensando visto che doveva essere pronto da almeno un mese, e che il tutto si riduca a roboanti dichiarazioni sui giornali.</li>
</ol>
<p>Infine alcune considerazioni di carattere generale. <strong>La questione dell’imposa di soggiorno a Montescudaio è marginale</strong> e si può risolvere con un minimo di ragionevolezza, che il Sindaco ha anche in alcuni frangenti dimostrato. Se la leggiamo nel quadro più vasto delle condizioni economiche del nostro paese e dell’Europa <strong>ci dice alcun cose molto significative</strong>. Ci dice che il quasi fallimento del nostro paese va ricercato non negli attacchi della speculazione o delle banche ma in <strong>una classe politica che ha sempre pensato che in un modo o nell’altro le cose si sarebbero aggiustate, che si potevano fare debiti in eterno rimandando sempre la scadenza, che i cittadini possano essere tassati all’infinito senza pensare alle conseguenze, che i soldi pubblici possono essere utilizzati per creare consenso elettorale, che l’importante è tagliare nastri di opere pubbliche senza pensare se tali opere sono realmente utili </strong>alla collettività (e quindi finalizzate a creare ricchezza collettiva) o solo a chi le costruisce e progetta (e quindi opere con un’utilità privata). Il Sindaco di Montescudaio è cresciuto politicamente in tale sistema e ne è un perfetto figlio, e nemmeno dei peggiori. Ma se vogliamo uscire dalla situazione in cui ci troviamo <strong>è giunto il tempo di pensare e soprattutto di agire diversamente.</strong><br />
<a href="http://insiemepercambiare.montescudaio.com/wp-content/uploads/2011/12/20111201NazionePellegriniSoggiorno.jpeg"><img src="http://insiemepercambiare.montescudaio.com/wp-content/uploads/2011/12/20111201NazionePellegriniSoggiorno-300x284.jpg" alt="" title="20111201NazionePellegriniSoggiorno" width="300" height="284" class="alignleft size-medium wp-image-843" />L’articolo apparso oggi sulla Nazione.</a></p>
]]></content:encoded>
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