Il regolamento dell’Imposta di soggiorno a Montescudaio ha da subito suscitato numerose perplessità nella Lista Civica Insieme per Cambiare, sia per la decisione stessa di introdurre un’imposta di soggiorno in un paese dipendente dal turismo in un momento di pesantissima crisi economica, sia per le modalità di applicazione scelte dal Comune di Montescudaio. Abbiamo da subito fatto notare come il regolamento redatto dal Sindaco Pellegrini fosse finalizzato a colpire esclusivamente un unico soggetto, ovvero il Camping di Montescudaio, in spregio a qualsiasi considerazione di equità fiscale e nella più assoluta ignoranza sugli effetti sul sistema economico che qualunque decisione di tassazione comporta. Insomma un nuovo modo di fare cassa a scapito di un soggetto, per logiche che ci sfuggono, ritenuto nemico.
Di qui (e dal peso sempre maggiore della TARSU) la decisione del campeggio di Montescudaio di chiudere, in risposta ad un attacco personale portato dal Sindaco sia sul piano economico che su quello politico. Oggi siamo in grado di fare un bilancio preliminare di quanto ha reso al Comune di Montescudaio l’imposta, grazie ai dati che la Ragioneria ci ha fornito. Dei 49.586 euro incassati dal Comune nella stagione estiva, 42.200 sono stati versati dal Campeggio di Montescudaio, ovvero circa l’85%. I 7.000 euro rimanenti sono stati versati da alcuni residence.
I dati confermano la nostra impressione che si trattasse di un’imposta ad personam finalizzata a colpire il campeggio e non le altre attività turistiche. Ci mostrano anche come, se chiudesse il campeggio l’imposta non produrrebbe alcun gettito significativo. Si tratta di una brutta vicenda, svoltasi a colpi di reciproci colpi bassi, di cui stanno facendo le spese esclusivamente i lavoratori del campeggio e l’attività turistica della zona. Ma la responsabilità è da ricercarsi esclusivamente nell’incapacità amministrativa del Sindaco di Montescudaio, che pensa che le tasche di cittadini ed imprese siano dei pozzi senza fondo da cui poter prelevare impunemente.
Riceviamo cal Comitato Pro Ospedale di Cecina questo invito. Partecipate numerosi!!!!
Ospedale di Cecina: serata cuore.
E’ una domanda che tutti i cittadini si sono posti. Ed è proprio dall’insoddisfacente risposta fornita che si è formato il Comitato pro-ospedale di Cecina, che sono state raccolte ad oggi oltre 17mila firme, che migliaia di persone hanno aderito alla grande manifestazione del 22 ottobre scorso.
La domanda è questa: è efficiente la rete per il trattamento dell’infarto miocardico, dopo la riorganizzazione attuata dall’Asl 6?
E’ proprio sulla risposta a tale quesito che si articolerà il dibattito organizzato giovedì 24 novembre alle ore 21,15 presso il salone della Parrocchia del Duomo, in piazza Carducci.
Al dibattito parteciperanno il professor Antonio L’Abbate e il professore Ferruccio Chiesa.
Il professor L’Abbate è direttore scientifico all’istituto di fisiologia clinica del Cnr di Pisa, nonché ordinario di medicina interna presso la Scuola Sant’Anna di Pisa la quale, attraverso il laboratorio “Mes”, fornisce consulenze sulla qualità dei servizi sanitari alla Regione Toscana e a molte Asl, tra cui quella livornese.
Il professore Ferruccio Chiesa, già direttore dell’unità operativa cardiologia-Utic dell’ospedale di Cecina è attualmente professore a contratto presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa nonché consulente dell’ospedale Ca’ Grande Niguarda di Milano.
L’invito ai sindaci della Bassa Val di Cecina, ai medici di base, a tutta la cittadinanza, ai sostenitori del Comitato pro-ospedale è di una folta partecipazione.
Cecina, 17 nov 2011
Il Comitato pro-ospedale
Don Reno Pisaneschi
L’Unione dei comuni conviene? funzionerà?
Cosa succederà con il Gestore Unico dei Rifiuti?
Siamo realmente obbligati?
Risparmiamo soldi o stiamo creando nuovi carrozzoni?
Perché i cittadini non sono informati?
Le liste civiche della Val di Cecina organizzano un incontro dibattito con i consiglieri comunali per discutere delle novità che i piccoli Comuni subiranno a partire dall’anno prossimo: la creazione dell’Unione dei Comuni tra Montescudaio, Riparbella, Casale, Guardistallo e Castellina e la creazione di una società per l’affidamento ai privati del servizio di raccolta dei rifiuti in un ambito che va da Massa a Piombino.
I Comuni vengono sempre più svuotati delle proprie funzioni, ma siamo sicuri che gli enti che li sostituiscono riusciranno a raggiungere gli obbiettivi di risparmio e di efficienza che ci vengono promessi? Le esperienze precedenti non sono certo molto confortanti.
Infine perché i cittadini non sono messi al corrente di quanto sta avvenendo? Perché non si è ritenuto di informarli su trasformazioni tanto importanti?
L’incontro si terrà a Montescudaio, presso la Sede Comunale, in Via della Madonna 37 il giorno venerdì 18 novembre 2011 alle ore 21,15
Tardiva e sbagliata nel merito la presa di posizione dei Sindaci dei Comuni collinari sull’Autostrada Tirrenica. La reazione alla notizia, peraltro abbastanza scontata, che le cosiddette esenzioni saranno limitate ai cittadini dei comuni costieri escludendo quelli dei Comuni collinari è certamente dovuta ma tralascia gli aspetti fondamentali della questione.
I Sindaci non hanno letto il progetto SAT (a differenza delle liste civiche Insieme per Cambiare, che hanno presentato una corposa serie di osservazioni agli enti competenti, disponibili su questa pagina), altrimenti avrebbero capito la natura essenzialmente speculativa del progetto, privo di qualsiasi valenza industriale. Il progetto SAT cerca la propria redditività espropriando un bene pubblico (la variante Aurelia) e facendo pagare il pedaggio ai principali utilizzatori ovvero i residenti, e gli interventi di miglioramento della viabilità sono ridotti al minimo. La questione delle esenzioni è quindi fumo gettato negli occhi: è evidente a tutti che a pagare l’autostrada dovranno essere i residenti, ovvero coloro che utilizzano principalmente l’autostrada.
Regione e Ministro per le infrastrutture hanno pianificato l’intera operazione e le cosiddette esenzioni non sono altro che specchietti e perline per gli abitanti della costa.
L’Autostrada avrà un impatto pesantissimo sul traffico, deviando tutti coloro che non vogliono pagare, inclusi i mezzi pesanti, sulla vecchia Aurelia e all’interno dei centri urbani. Peggiorerà la sicurezza stradale in quanto aumenteranno gli incidenti mortali, peggiorerà la qualità della vita degli abitanti interessati dall’aumento del traffico locale per l’inquinamento ed il rumore. Avrà un impatto devastante sull’economia della zona, perché qualsiasi spostamento costerà molto di più.
Quindi non è questione di qualche chilometro in più di esenzione ma è l’intero progetto che è sbagliato. Ci auguriamo che i Sindaci prendano una posizione contraria netta invece di perdere tempo a mercanteggiare con la SAT.
Contrariamente a quanto apparso su alcuni social network Insieme per Cambiare precisa di non aver aderito al coordinamento delle liste civiche denominato Federazione Civica, che riunisce alcune liste civiche del pisano e del senese. Pur ritenendo interessante l’iniziativa, la genericità del programma condiviso e la mancanza di chiare garanzie che evitino la strumentalizzazione da partiti politici dell’iniziativa civica ci impediscono di aderire. Troppe volte abbiamo assistito al fenomeno di liste civiche che nascondono esponenti dei partiti e che soprattutto quando si trovano a svolgere la propria azione amministrativa non si comportano in modo diverso dai partiti a cui fanno da schermo.
Peraltro non possiamo non notare come la lista civica Uniti per Volterra, tra i capofila dell’iniziativa e la più vicina geograficamente a noi, abbia mostrato evidentissime criticità che hanno portato ad un’azione amministrativa dilettantistica e ad una scarsissima democrazia interna, come dimostrano i ripetuti allontanamenti di propri esponenti invisi al Sindaco.
Siamo per le Liste Civiche ma solo se si dimostrano differenti dal regime partitico altrimenti sinceramente non ne capiamo il senso.
Insieme per Cambiare è stata la prima Federazione di liste Civiche della zona riunendo Pomarance, Montescudaio, Riparbella e Monteverdi, da tempo collabora concretamente con le altre liste civiche presenti sul territorio ed è ovviamente conscia della necessità di coordinamento, ma è altrettanto conscia che una federazione si può fare solo tra persone, magari di idee politiche diverse, che si conoscono, che condividono alcuni punti di programma ben definiti e che hanno idee in comune su come risolvere i problemi dei nostri paesi.
Nel corso del Consiglio Comunale del 29 settembre a tener banco è stata la questione della chiusura del Campeggio di Montescudaio, in seguito alle comunicazioni del Sindaco sull’argomento e ad un’interrogazione presentata dal consigliere Pettorali.
Il Sindaco ha confermato di voler rivedere le modalità di applicazione dell’imposta di soggiorno e di voler proporre sostanziali modifiche al regolamento. Ha anche confermato che le determinazioni in materia verranno concordate con gli altri Sindaci della zona. Si tratta di un passo avanti rispetto al modo avventato di agire in materia che ha caratterizzato l’azione dell’amministrazione di Montescudaio negli ultimi mesi e non possiamo che esserne lieti. Ovviamente ribadiamo la nostra contrarietà a tale tipo di imposta. Il Sindaco nega che possa essere stata la causa della decisione di chiudere. Non lo sappiamo e non vogliamo entrare nel merito della decisione di aziende private, ma è evidente che al clima di ostilità creato dal Sindaco verso il campeggio (il Sindaco ha più volte ribadito che la tassa colpiva le aziende che non portavano nulla a Montescudaio) non potevano che corrispondere atti altrettanto ostili da parte delle imprese. E se un sindaco può usare la leva fiscale, la minaccia di chiusura è l’unica arma a disposizione delle aziende. Un sindaco con una quarantennale esperienza in politica come Pellegrini queste cose dovrebbe saperle.
Pellegrini esprime il timore che la chiusura del campeggio possa essere il primo passo verso qualche ipotesi di trasformazione immobiliare della zona. E’ inutile negare che il pericolo esista: il Capogruppo di Insieme per Cambiare Fabio Tinelli Roncalli ha perciò proposto che il Consiglio Comunale approvasse una mozione con cui si dichiarasse all’unanimità (maggioranza e opposizione) l’indisponibilità a qualsiasi variazione d’uso nella zona. Il Sindaco si è detto d’accordo e ha proposto di portare tale documento in approvazione alla seduta successiva.
Sempre da Insieme per Cambiare è venuto un appello al Sindaco perché si lavorasse verso una soluzione della questione che scongiurasse la chiusura di una struttura ritenuta importante sia per gli effetti diretti sull’economia e sul turismo che per quelli indiretti, che si mettessero da parte rancori personali per trovare una soluzione condivisa. Il Sindaco ha assicurato che sarà così. Adesso ci auguriamo che alle parole seguano azioni concrete.
In seguito alle recenti notizie secondo cui l’aumento delle imposte locali sarebbe stata la causa della chiusura della principale struttura turistica della zona, il Camping di Montescudaio, la Lista Civica Insieme per Cambiare propone che l’intera questione delle tasse locali, con particolare riferimento alla modalità di applicazione dell’imposta di soggiorno e della TARSU, diventi uno dei primi ambiti di discussione all’interno della neonata Unione dei Colli Marittimi Pisani, con l’obbiettivo di arrivare alla prossima stagione estiva con una proposta che concili le esigenze finanziarie dei Comuni con i bilanci delle imprese in un’ottica di gestione unitaria dell’area vasta.
E’ assurdo che una struttura paghi tasse diverse a seconda che sia collocata a Guardistallo o a Montescudaio. L’Unione crei una commissione con l’incarico di ascoltare i soggetti interessati, le parti sociali e giungere ad una proposta condivisa da tutti i Sindaci che riguardi le aliquote, le esenzioni e la destinazione del gettito. Si toglieranno di mezzo i dannosi rancori personali e si potrà capire anche se con l’Unione si sta creando un nuovo carrozzone o un ente che potrà essere utile a cittadini e imprese.
In relazione all’articolo apparso oggi sulla Nazione, che riportiamo qui vorremmo fare alcune precisazioni:
Il Sindaco conferma la sua idea che il campeggio di Montescudaio fosse una struttura che non portava nulla al paese. Opinione perfettamente legittima e coerente con quanto finora dichiarato. Non siamo d’accordo e lo abbiamo ribadito più volte. Dice di aver fatto dei calcoli: in tal caso ce li illustri, siamo molto curiosi.

Cosa ben più grave il Sindaco dice che se non si introduce la tassa di soggiorno dovrà aumentare la TARSU ai cittadini: evidentemente non conosce la normativa che dice che gli introiti dell’imposta di soggiorno devono andare a finanziare iniziative nel settore turistico non certo la raccolta dei rifiuti. Dimenticanza o deliberata confusione? se il Sindaco riteneva la tariffa non adeguata la servizio offerto in materia di raccolta di rifiuti doveva aumentare la tariffa, non introdurre un nuovo balzello.
L’anno prossimo, se la chiusura del campeggio sarà confermata, con il venir meno della quota di TARSU pagata dal campeggio sapremo se il Sindaco dice il vero.
La chiusura del campeggio di Montescudaio è la logica conseguenza della gestione economica del Sindaco Pellegrini. E’ inutile che adesso sparga lacrime di coccodrillo: ha più volte dichiarato in sede di discussione consiliare dell’istituzione della tassa di soggiorno che a pagarla saranno gli esercizi che non portavano nulla a Montescudaio. E’ evidente che riteneva che il Campeggio non portasse nulla al paese.
La sciagurata gestione della TARSU, tenuta per anni bassa a fini elettorali, per poter guadagnar punti per la rielezione salvo poi alzarla in modo drammatico quando la situazione è diventata insostenibile e l’irresponsabile introduzione, unico piccolo Comune della Toscana, dell’imposta di soggiorno, per di più in un momento di drammatica crisi economica, hanno portato a ciò.
Ma è inutile pretendere che il Sindaco di Montescudaio possa comprendere ragionamenti del tutto estranei al suo modo di fare politica, ovvero che qualsiasi politica pubblica, e in particolare l’aumento delle tasse, ha effetti indesiderati sull’economia e porta spesso a conseguenze non volute. Al Sindaco di Montescudaio basta far cassa: cittadini e imprese non sono altro che polli da spennare per finanziare opere pubbliche, realizzate senza nessuna analisi dei costi e dei benefici, che servono non alla collettività ma solo a far guadagnare (in modo del tutto legittimo, ovviamente) solo progettisti e costruttori.
Abbiamo sulla questione dell’imposta di soggiorno, che è una tipica politica di area vasta, un primo banco di prova per l’Unione dei Comuni: gli altri Sindaci condividono il modo di gestire il turismo del Sindaco di Montescudaio? Saranno in grado di impostare in modo diverso e più responsabile le politiche della zona? Oppure il “Sistema Pellegrini” contagerà anche gli altri Comuni perché gli altri Sindaci non troveranno la forza di opporsi all’esuberante Sindaco di Montescudaio?
Leggi gli articoli della Nostra Lista Civica sull’istituzione della Tassa di Soggiorno:
Imposta di soggiorno? No grazie !!!
Montescudaio: più tasse per tutti
La tassa di soggiorno a Montescudaio è illegittima (prima parte)
Imposta di soggiorno a Montescudaio: Insieme per Cambiare scrive alla Regione
Bilancio del Comune di Montescudaio: crollano gli oneri di urbanizzazione, aumentano i debiti
In relazione all’articolo apparso sul Tirreno di oggi, alla sezione di Rosignano, contenente una replica dell’ex-Presidente della CROM, la Società che gestisce le farmacie di Castellina, Rosignano e Montescudaio, non possiamo esimerci dal fare alcune considerazioni.
Come evidente si sta cercando di fare confusione utilizzando una terminologia poco chiara. Crom Servizi è una srl e va giudicata come tale. L’anno 2010 chiude con una perdita di 94.056 euro, il 2009 aveva chiuso con una perdita di 59.918 euro. Quindi la Società sta perdendo soldi e questi sono soldi dei soci che in questo caso sono i Comuni, ovvero i cittadini. Su questo non ci piove.
La Farmacia di Montescudaio tutti gli anni portava una certa cifra nelle Casse del Comune. Era sicuramente un servizio in attivo. A causa della differente tipologia di contabilità e della mancanza di dati non possiamo fare confronti corretti, ma di sicuro non era un servizio in perdita nonostante quanto dice Lazzerini.
Invitiamo la dirigenza CROM a fare chiarezza e a fornire i dati di esercizio disaggregati in modo da capire quali siano i servizi in perdita e quelli in utile. In tal modo la politica potrà fare le sue scelte e giustificarle di fronte alla cittadinanza. Invitiamo anche a pensarci bene prima di lanciarsi in nuovi servizi e a concentrarsi sul riportare in utili quelli già gestiti.
E’ inutile che gli amministratori della società scarichino le colpe sui dipendenti. Loro sono amministratori e loro sono responsabili: se pensavano che i costi dei dipendenti fossero ingestibili potevano fare a meno di assumere la carica.
CROM è un carrozzone non per i compensi al CdA, ma perché è riuscita a trasformare un servizio in utile in un servizio in perdita.
Ricordiamo che se la Società sarò ancora in perdita nel 2012 dovrà essere sciolta, con le nuove norme contenute nella finanziaria. Ci auguriamo che fin d’ora si cominci a pensare in modo ragionato a cosa fare della Farmacie senza ricadere nei marchiani errori commessi con la creazione di CROM.